L?inflazione non si ferma, prezzi verso il 2,9%
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fonte:
- Corriere della Sera
Alberghi, tabacchi e alimentari guidano il carovita. I consumatori: per le famiglie è al 6,6%
MILANO – Non si ferma la corsa dei prezzi. I rilievi provenienti dalle città campione segnano in dicembre un incremento medio dello 0,1-0,2% rispetto a novembre, con un?inflazione tendenziale annua che viaggia ormai verso il 2,9%, un decimale in più del mese precedente. A spingere i rincari sono soprattutto i ritocchi di prezzi di bar e ristoranti, di alberghi, abbigliamento, tabacchi, mentre si è ridotto il peso dei carburanti. Il primato della città con l?inflazione più elevata va a Napoli, con un più 3,8% di tendenziale annuo. Seguono Venezia (3,3%), Bari (3%), Torino e Genova (2,9%). Le meno esposte sono Firenze e Ancona (entrambe il 2,1%), mentre a Milano i prezzi in dicembre sono cresciuti su stima annua del 2,3%.
«Quello di dicembre è un risultato moderatamente positivo in un quadro economico preoccupante» è il parere del presidente della Confesercenti, Marco Venturi. Il quale sottolinea l?effetto stabilizzatore provocato dagli stessi commercianti, perlomeno quelli che hanno aderito alla campagna «prezzo amico» bloccando ogni aumento su oltre 40 prodotti di larghissimo consumo. E ottimisti appaiono anche analisti come Guido Vaccaro, ex responsabile prezzi dell?Istat, che vedono nei dati di dicembre un «raffreddamento» sufficiente a riportare il dato dell?inflazione per l?intero anno 2002 alla soglia del 2,5%. «La crescita congiunturale dello 0,1% è la più bassa degli ultimi mesi» osserva Vaccaro.
Di tutt?altro avviso le associazioni che fanno capo a Intesa per i Consumatori. «L?inflazione reale non è affatto al 2,8-2,9%, ma al 6,6% – assicurano in una nota diffusa ieri -. Le famiglie italiane sono state letteralmente spennate da aumenti, rincari, ritocchini e arrotondamenti che hanno comportato una perdita secca del potere di acquisto di 1.505 euro negli ultimi mesi». Secondo l?analisi delle organizzazioni dei consumatori, nell?arco del 2002 i servizi bancari sono cresciuti del 14,7% (cioè mediamente 52 euro a famiglia), abbigliamento e calzature dell?8,8%, bevande e tabacchi del 9,2%, le abitazioni dell?11.9%, le assicurazioni del 10,4%, alberghi e ristoranti del 0,5% e i generi alimentari addirittura del 17,1%.
Poi ci sono le tariffe. Dicono i consumatori: la luce è aumentata del 5,7% e il gas è cresciuto dell?8,2%. Peggio ancora: da gennaio sono attesi nuovi rincari, dell?1,3% per la luce, del 2,4% per le autostrade, del 4,5% per le ferrovie, del 3% per il canone Rai, che passa da 93,80 a 97,10 euro, e del 29% per i bollettini di conto corrente postale.
L?Intesa dei Consumatori punta l?indice verso il governo, colpevole di «inerzia, se non di complicità»: «Se avesse ascoltato il grido di allarme che avevamo lanciato già in sede di conversione lira-euro forse si sarebbe evitato il massacro dei bilanci delle famiglie».
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