L`inflazione non cala più
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
L`inflazione non cala più. Colpa delle tariffe di luce e gas
ROMA Inflazione ferma al 2,2% anche a luglio, lo stesso livello a cui si era attestata il mese scorso. Secondo gli analisti questo sarà peraltro il punto di minima dal quale i prezzi sono destinati a risalire la china nei prossimi mesi dell`anno.
A impedire al carovita di scendere ulteriormente rispetto a giugno è stato un incremento mensile dello 0,2%, guidato soprattutto dal rincaro degli affitti, delle tariffe di energia elettrica e gas, oltre che delle assicurazioni e di altri servizi. Tutte voci che non sono riuscite a controbilanciare il nuovo ridimensionamento delle quotazioni dei prodotti alimentari. Il dato elaborato ieri sulla base delle consuete rilevazioni delle 12 città campione è in linea con le previsioni degli analisti, ma per una conferma ufficiale bisognerà attendere il verdetto dell`Istat che diffonderà la prima stima il prossimo 31 luglio e quella definitiva il 12 agosto.
«I fattori sottostanti all`aumento dei prezzi di luglio – spiega Giada Giani di IntesaBci – è dovuto in larga parte a alcune componenti che rientrano nel capitolo abitazione, cioè alla rilevazione mensile degli affitti, alle tariffe dell`energia elettrica e del gas». Dal primo luglio sono scattati infatti i rincari fissati dall`Authority rispettivamente, del 2,6% per l`elettricità e dell`1,3% per il gas.
Mostrano una consistente tendenza a muoversi verso l`alto anche i prezzi del capitolo «altri beni e servizi» sul quale pesa soprattutto, spiega ancora Giani, l`aumento delle polizze assicurative. Un contributo negativo sul carovita è arrivato poi dalle attività ricreative (in questo capitolo rientra ad esempio anche la cabina al mare), di spettacolo e cultura, che in media aumentano tra lo 0,2 e lo 0,3%, più della media stagionale.
Per quanto riguarda poi uno dei maggiori imputati degli ultimi mesi, i servizi, ed in particolare la voce alberghi, ristoranti e pubblici esercizi, il trend annuale continua a mantenersi particolarmente elevato (a Genova viaggia addirittura intorno al 7,6%).
Notizie positive arrivano invece dal comparto dei beni alimentari i cui prezzi, in linea con le consuete tendenze di questa stagione, registrano un generale raffreddamento.
Allargando quindi la prospettiva ai prossimi mesi, gli economisti sono concordi nel ritenere che probabilmente riusciremo a mantenerci su un livello di inflazione del 2,2% anche a agosto, ma sono anche convinti che quasi certamente verso fine anno risaliremo verso il 2,3-2,4%.
L`obiettivo di inflazione all`1,4% nel 2003 fissato dal governo «è sicuramente possibile e sarebbe anche auspicabile, ma naturalmente tutto diventa più difficile quando non ci si crede». Ad affermarlo è il «chief economist» di Confindustria Giampaolo Galli che, commentando i dati di luglio, ha sottolineato come «la realizzabilità degli obiettivi dipende dalla coesione». A tale proposito Galli ha osservato ad esempio che «se i sindacati annunciano che le piattaforme contrattuali non saranno coerenti con questi obiettivi tutto sarà più difficile».
Le principali associazioni di consumatori – Adoc, Ausbef, Codacons e Federconsumatori – hanno invece osservato che l`inflazione ferma al 2,2% in luglio mostra «quanto sia irrealistico l`obiettivo del governo dell1,4% per il 2003».
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