16 Aprile 2008

L’inflazione morde sui consumi primari

Vivere in Italia costa sempre di più. L’Istat lo conferma. Come da previsione, l’inflazione nel mese di marzo è salita al 3,3%, il dato peggiore in 12 anni. Aumentano pasta, pane, benzina, affitti. Tutto il necessario per sopravvivere. Se, in generale, il rincaro è stato solo dello 0,5% rispetto a febbraio, la differenza nelle tasche degli italiani è più che tangibile perché il carovita è andato a colpire i beni di maggiore consumo, più costosi del 5,2%, contro il 5% di febbraio 2008. La pasta in un mese viene venduta al 2,9% in più, ben il 16,8% in più in un anno. Stesso discorso per il pane, rincarato dello 0,7% da febbraio, del 13% nell’arco dei 12 mesi. I due aumenti più significativi tra beni alimentari e bevande analcoliche, il comparto con i risultati peggiori: +5,5% in un anno e + 0,6% in un mese. Ad influire, secondo la Coldiretti, anche la scarsità di scorte di cereali a livello mondiale che ha causato, tra l’altro, l’aumento record del prezzo del riso, schizzato al 50% in più nel giro di tre mesi. Spiccano, poi, anche gli aumenti dell’8% in un anno di latte, formaggi e uova, del 5,7% per la frutta, del 4,2% per gli ortaggi e del 3,9% per la carne.
Subito dietro, il settore dei rifornimenti energetici, rincarato del 9,6% rispetto a marzo del 2007, e dello 0,7% su febbraio 2008. Tra questi, la benzina verde salita del 2,1% in un mese, del 12,7% in un anno, e il gasolio che ora costa il 4,8% in più rispetto a febbraio e il 20,2% in più rispetto a marzo dell’anno scorso. Aumenti che, se da un lato, passati i mesi invernali, peseranno meno sul riscaldamento domestico, dall’altro continueranno a farsi sentire sulla spesa per i trasporti, cresciuta dell’1,4% in un mese e del 5,8% in un anno.

Le uniche voci ad aver mantenuto una certa stabilità sono state quelle legate ai servizi sanitari, alla salute della persona e all’istruzione. Il resto è tutta una lotta al rialzo che si trascina ormai da mesi come nel resto d’Europa. Ma se le cause hanno sempre il respiro internazionale della crisi dei mercati finanziari e del costo esorbitante delle materie prime, le soluzioni devono essere ricercate anche all’interno di ogni Paese. Una sfida che ricade in pieno sul nuovo Governo e che Silvio Berlusconi sa già di dover affrontare. “Vedremo quali saranno le possibilità d’intervento – ha fatto sapere il futuro premier – Abbiamo già in mente un progetto preciso che metteremo in atto subito per contenere i prezzi, a partire dalle catene alimentari, con la collaborazione della rete dei consorzi di commercio”. Un intervento diretto e tempestivo è quanto chiedono del resto le associazioni dei consumatori, preoccupate di come il carovita nel 2008 graverà sulle famiglie italiane con una spesa non prevista fino a 1.300 euro. E’ il calcolo fatto dal Codacons che chiede al nuovo esecutivo un dipartimento apposito che possa intervenire su prezzi e tariffe più di quanto riesca a fare l’attuale Mister Prezzi. Ancora più severa la posizione di Adusbef e Federconsumatori che parlano di “emergenza nazionale” per un tasso d’inflazione che su parametri reali si attesterebbe al 5,8%, con un picco dell’8,9% per i beni di largo consumo. E ancora più forte la richiesta ai nuovi ministri: mantenere le promesse fatte in campagna elettorale e restituire potere d’acquisto alle classi più svantaggiate.

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