L`inflazione italiana risale al 2,5%
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fonte:
- la Repubblica
Milano. L`inflazione a giugno riprende a salire, dopo quattro mesi di stabilità. Secondo le anticipazioni delle città campione, il carovita è cresciuto al 2,5%, dal 2,3% registrato a maggio. Su base mensile, i prezzi sono aumentati dello 0,2%. L`inflazione torna così ai livelli di dicembre dell`anno scorso, dopo aver inanellato un ribasso (a gennaio, dal 2,5% al 2,2%), un leggero aumento (a febbraio, dal 2,2% al 2,3%) e tre risultati stazionari.
L`aumento di giugno è stato superiore a quello previsto degli analisti che indicavano un`inflazione in salita del 2,4%. In particolare hanno contribuito all`aumento dei prezzi gli aumenti dell`energia a cui si sono aggiunti quelli di trasporti e hotel in coincidenza con la stagione dei viaggi.
Il tasso annuo, tuttavia, non è un 2,5% `pieno`, ma un 2,4% dai decimali molto alti. Pertanto non è improbabile che una volta effettuati gli arrotondamenti, l`Istat, che diffonderà la sua stima provvisoria il 30 giugno e il risultato definitivo il 14 luglio, certifichi che a giugno l`incremento si è limitato al 2,4%.
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In base ai dati pervenuti oggi, intanto, la città che ha messo a segno il rincaro mensile più forte è stata Bari, con +0,4%, mentre a Roma e Trieste l`incremento è stato appena dello 0,1%. Su base annua, è Torino a conquistare il primo posto con +3%, seguita da Napoli (+2,8%). Sotto il 2% si collocano soltanto Bologna (1,6%), Ancona (1,7%), Venezia (1,8%) e Firenze (1,9%).
“Il dato delle città campione sull`inflazione a giugno potrebbe rappresentare un primo passo verso un dato più reale che rappresenti in maniera corretta la situazione dei prezzi in Italia“, ribatte immediatamente il Codacons, precisando però che “si tratta solo di un primo passo e siamo ancora lontani dalla realtà. Un tasso al 2,5% – afferma l` associazione dei consumatori – è ancora una proiezione ottimistica, soprattutto alla luce degli aumenti delle ultime settimane, primo fra tutti quello della benzina. Speriamo che adesso l`Istat prosegua questa strada di redenzione – conclude il Codacons – fornendo nelle sue prossime rilevazioni dati più attendibili“. Mentre Roberto Pinza, presidente della consulta economica della Margherita, sottolinea il fatto che “i dati Istat sull`aumento dell`inflazione e dei prezzi alla produzione industriale destano nuove preoccupazioni e fanno giustizia delle posizioni troppo semplicistiche assunte dai rappresentanti del governo Berlusconi per i quali l`inflazione era sotto controllo“. “Per l`ennesima volta – prosegue – chiediamo al governo che iniziative intenda assumere sui temi cruciali della benzina, dell`energia, delle tariffe e di altri servizi essenziali, o se intenda continuare nella sciagurata e consolidata prassi di totale disinteresse. Sulla benzina abbiamo avviato anche iniziative parlamentari: il governo ci risponda subito invece di continuare a perdere tempo con i rimpasti“.
Ma il governo ribatto per bocca del ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano: “Con L`inflazione al 2,5% significa che ci siamo allineati alla media europea“. Il ministro ha fatto capire che la dinamica non desta preoccupazione poichè, ha sottolineato, “è anche l`effetto di una ripresa piuttosto intensa che si è verificata“, alla luce anche della crescita registrata da febbraio in poi dagli ordinativi e dal fatturato delle imprese. Marzano, anche alla luce dei buoni risultati economici registrati dalla congiuntura nell`ultimo periodo, ritiene che sia “ovvio vedere questa dinamica dei prezzi quando l`economia tira“. Piuttosto, ha sottolineato, quello che penalizza l`Italia è la mancanza di materie prime e in particolare del petrolio. “Sono molto ottimista – ha aggiungo – e credo anzi che la ripresa sia già cominciata“. Marzano dà ragione a Confindustria, bisogna fare gioco di squadra perchè – ha affermato – le polemiche sono inutili e controproducenti.
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