L`inflazione in leggero calo
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fonte:
- Corriere Adriatico
E` il dato dell`Istat, ma i prezzi sono invariati
MILANO – L`inflazione annua scende a giugno al 2,6%. E` il dato preliminare dell`Istat, che segue quello proveniente dalle dodici città campione e che anticipa quello definitivo, che sarà reso noto il prossimo 15 luglio. Rispetto a maggio i prezzi sono rimasti invariati. Al contrario, nell`area euro c`è stata a giugno una leggera salita: in base alla stima iniziale dell`istituto di rilevazione Eurostat, l`inflazione dei dodici paesi dell`area dell`euro è salita al 2% contro l`1,9% di maggio. Il dato finale sarà diffuso il 16 luglio. Nonostante l`indice dei prezzi al consumo abbia mostrato a giugno un andamento migliore del resto di Eurolandia, la differenza resta sensibile: il dato italiano, calcolato secondo i criteri Eurostat, si è fissato al 2,9% annuo, ben superiore al 2% della media. A comprimere i prezzi sono stati soprattutto i settori trasporti e comunicazioni, con flessioni mensili rispettivamente dello 0,3% e del 2%. Su base annua, i trasporti sono cresciuti dell`1,7%, mentre le comunicazioni sono scese del 2,6% per l`abbassamento delle tariffe telefoniche. Crescite dei prezzi sempre molto elevate nei comparti alberghi e ristoranti (+0,5% mensile e +4,1% annuo), e nei prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,3% mensile e +2,9% annuo). Le reazioni che hanno accompagnato il dato Istat sono le solite cui si assiste da tempo: alla soddisfazione di governo e Confindustria si sono contrapposte le critiche di sindacati e consumatori. Il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano ha ipotizzato che l`inflazione “via via si ridurrà verso il 2% a fine anno“. Una stima che appare ottimistica, e in ogni caso fuori dagli obiettivi del governo, che puntava all`1,4%. L`Intesa dei consumatori, che riunisce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, ha ribattuto che “alla favola dell`inflazione in discesa non crede nessuno“. Le previsioni di crescita dei prezzi sono uno dei dati cardine del Dpef, allo studio del governo. La scadenza rituale del 30 giugno non è stata rispettata e l`esecutivo appare ancora in alto mare: il Documento di programmazione economica e finanziaria funge da base per l`elaborazione della manovra di bilancio, che dovrà essere varata entro il 30 settembre e approvata dal Parlamento entro la fine dell`anno: “Non ci siamo ancora occupati delle stime macroeconomiche da inserire“ ha rivelato Marzano.
“Stiamo lavorando perchè il prossimo Dpef indirizzi il rapporto tra imprese, specie quelle piccole, ed innovazione tecnologica“ ha detto il ministro per l`Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca. Gli spazi di manovra sono però esigui, come ha ammonito il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini.
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