6 Gennaio 2022

L’inflazione galoppa e gela anche i saldi «Ripresa a rischio»

 

Nel giorno della partenza dei saldi invernali – che vedranno per Confcommercio oltre 6 italiani su 10 fare acquisti con un budget di 275 euro – sui consumi è arrivata la gelata della corsa dei prezzi a dicembre. Il mese scorso, infatti, l’indice mensile, secondo le stime Istat, ha registrato un aumento dello 0,4%, portando il tasso dell’inflazione al 3,9% rispetto al 3,7% di novembre. Si tratta del valore più alto da agosto 2008 (4,1%). Con il rialzo di dicembre – che ancora non conteggia il maxi-aumento del 55% e del 41,8% delle bollette di luce e gas scattato il 1° gennaio- i prezzi al consumo sono cresciuti in media nel 2021 dell’1,99% dopo il meno 0,2% del 2020, con l’incremento più elevato dal 2012 (3%) mentre l’inflazione acquisita per il 2022 è già pari all’1,88%. La ripresa dell’inflazione, spiega l’Istat, «è essenzialmente trainata dai beni energetici» che hanno registrato un aumento del 14,1% (+29,1% a dicembre). Togliendoli dal paniere l’inflazione 2021 sarebbe stata dello 0,7%. Ma stanno correndo (2,4%) anche i prezzi del carrello della spesa (alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona) con un +2,9% solo per gli alimentari. Peggio ancora i prodotti ad alta frequenza d’acquisto per cui i prezzi sono cresciuti del 4% mentre i trasporti sono rincarati dell’1,99%. Per il Codacons si tratta di una stangata media annua da 1.198 euro a famiglia. «Siamo in presenza di una vera e propria emergenza prezzi destinata purtroppo ad aggravarsi nei prossimi mesi», avverte il presidente Carlo Rienzi.E di «carneficina» per le tasche delle famiglie parla anche il presidente Unc Massimiliano Dona. E se il carobollette di gennaio costerà in media 1008 euro a famiglia, l’Unc calcola con un’inflazione al 3,9% per una coppia con due figli un aumento del costo della vita di 1407 euro, cifra che scende a 1303 con un figlio e sale a 1438 per le giovani coppie senza figli portate a spendere di più per trasporti e viaggi. Allarmate sono anche le imprese agricole che, denuncia Coldiretti, «sono strozzate da aumenti dei costi non compensati da prezzi di vendita adeguati». Federdistribuzione, invece, ricorda l’impegno delle catene della Gdo per «mitigare la spinta inflattiva» ma i rincari a monte saranno difficilmente gestibili in futuro senza «una strategia condivisa a livello di filiera e di concerto con le istituzioni». L’aumento dei prezzi, unito alla rapida espansione dell’epidemia, avverte Confesercenti «rischia di bruciare la ripresa in atto». Ma di questo passo, rileva l’Ufficio studi Coop, i prezzi nel 2022 dovrebbero segnare una crescita del 2,9% con l’emergenza carrello per cui si prospettano rincari di oltre il 3,5% che spingeranno gli italiani a cercare offerte e promozioni, ma anche abbassare la qualità della spesa.

 

 

 

 

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