L`inflazione frena Ortaggi alle stelle
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fonte:
- La Stampa
L`inflazione in chiusura d`anno frena e passa dal 2,2% di novembre al 2% di dicembre. Un rallentamento dovuto in gran parte ai tabacchi (che pesano per quasi un 10% sull`intero indice) e, secondo i dati diffusi ieri dall`Istat, ai prodotti energetici che hanno subito un lieve rallentamento. La benzina ha registrato un calo del 2,4% (rispetto a novembre) e il gasolio del 3%. Cifre mensili, ovviamente: nella media del 2005 i carburanti hanno registrano un aumento dell`8,9%. Fin qui gli indicatori che hanno tenuto bassa l`inflazione. Per il resto la corsa dei prezzi verso l`alto è proseguita indisturbata. Secondo i tecnici dell`Istat dicembre ha confermato l`inversione di tendenza dei prodotti alimentari registrata a settembre, quando i prezzi hanno ripreso a crescere. Con un`accelerazione a dicembre che ha portato l`aumento tendenziale a +0,8%. E con un picco negli ortaggi e nei legumi freschi (+1,2% congiunturale, +6,5% tendenziale). Tornando ai dati generali l`inflazione media dell`anno si è attestata al 1,9%, il valore più basso dal 1999, quando si fermò all`1,7%. La variazione media annua dell`indice armonizzato (che comprende anche sconti, saldi e vendite promozionali) è invece pari al 2,2% ed anche in questo caso si tratta della variazione più bassa dal `99. Guardando ai singoli capitoli di spesa i maggiori aumenti su base congiunturale si registrano nell`abbigliamento e calzature (+0,1%) e nei beni e servizi (+0,2). Su base annua nei singoli capitoli di spesa gli incrementi più marcati si sono registrati per abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+5,7%), trasporti (+3,2%) e istruzione (+3%). Elogia l`impegno del governo Adolfo Urso, viceministro alle Attività Produttive: “L`esecutivo ha mantenuto la promessa di raffreddare il costo della vita e questo nonostante la zavorra della bolletta energetica“. Risposta secca dei consumatori Codacons, Adusbef, Federconsumatori, Adoc: “Ancora una volta siamo costretti a contestare i dati Istat, altro che il 2%, siamo sicuramente a più del doppio, come percentuale“. Gli italiani perdono ogni giorno un pezzo di potere d`acquisto: “Si tratta, da un lato di dotare il paese di strumenti più idonei, migliorando ruoli e funzioni per l`Istat, e dall`altro di sostenere una nuova politica economica che sia funzionale allo sviluppo generale. Gli italiani hanno perso, in questi anni, circa un terzo del loro potere d`acquisto, provocando inoltre, come si evince dai dati dei consumi in netto calo, un processo di recessione dell`intera economia“. Inflazione ferma, consumi a zero, Marigia Maulucci della Cgil: “In questi dati non c`è proprio niente di positivo, anzi evidenziano la recessività della nostra economia“. Per la Coldiretti l`agricoltura contribuisce a proprie spese al contenimento dell`inflazione con calo prezzi del 5,1%. Il calo nei prezzi pagati agli agricoltori nel 2005, dice però la Coldiretti, non si è tuttavia trasferito adeguatamente al dettaglio . Sul fronte dei prezzi arriva anche la proiezione dell`Isae che segnala un`impennata a fine gennaio: “Dopo il rallentamento registrato a dicembre la dinamica dei prezzi potrebbe subite un piccolo rimbalzo“. L`Europa, infine. Nell`eurozona, a dicembre, l`inflazione (dati Eurostat) è scesa al 2, 2% rispetto al 2, 3% di novembre.
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