L’inflazione frena ma vola il carrello della spesa
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fonte:
- Il Mattino
Michele Di Branco ROMA. L’ inflazione concede una tregua. Ma non sui prodotti acquistati dagli italiani con maggiore frequenza. Perché dagli alimentari agli energetici, a gennaio, c’ è stato un incremento che va in controtendenza rispetto al lieve rallentamento del tasso d’ inflazione generale. In poche parole, il cosiddetto carrello della spesa, da riempire con acquisti primari e spesso irrinunciabili, mostra a gennaio un aumento del 4,2% tendenziale (contro il 3,2% del dato complessivo) e dello 0,8% sul mese precedente, in flessione su base annua dell’ 8,7%. Colpisce duro i consumatori soprattutto il capitolo carburanti. La cui dinamica dei prezzi appare davvero inarrestabile. Nel primo mese del 2012, la benzina è aumentata del 17,4% (dal +15,8% di dicembre) su base annua e del 4,9% su base mensile. E l’ Istat registra che il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto sale del 25,2% in termini tendenziali (dal 24,3% di dicembre) e del 4,7% sul piano congiunturale. Su questo fronte, siamo sui livelli più alti da luglio 2008. E’ a tavola, comunque, che gli italiani scoprono le sorprese più amare. In senso letterale, in certi casi. Lo zucchero, ad esempio, schizza del 15,9 per cento, il caffè del 16,5%, il pesce va su del 3,6%. E seguono a ruota anche pane e pasta che segnano rincari rispettivamente del 2,9 e del 2,1%. Qualche buona notizie, invece, dal fronte dei prezzi di vegetali freschi (-8,7 per cento) e frutta fresca (-2 per cento). Rincari pesanti anche da altri settori nevralgici di spesa. Su base annua, i maggiori tassi di crescita interessano abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,4%), i trasporti (+7,3%), le bevande alcoliche e tabacchi (+6,1%). Quelli più contenuti riguardano invece i servizi sanitari e le spese per la salute (+0,1%), la ricreazione, gli spettacoli e la cultura (+0,4%). In flessione dell’ 1,8% i prezzi delle comunicazioni. A livello territoriale, Potenza (+5%), L’ Aquila e Venezia (+4,) sono le città capoluogo di regione in cui i prezzi, a gennaio 2012, hanno fatto registrare gli aumenti più elevati su base annua. Le variazioni più moderate, invece, riguardano Ancona e Firenze. In tutti e due i centri, il tasso d’ inflazione non ha superato quota 2,7%. Il rincaro del carrello della spesa scatena le associazioni dei consumatori. Che fanno i conti del salasso in arrivo. Il Codacons prevede una stangata, per una famiglia di 3 persone, di 567 euro su base annua. Per una famiglia di 4 persone, invece, andare al mercato a fare la spesa di tutti i giorni comporterebbe un rincaro di 613 euro. Non meno devastante, sulle tasche, l’ effetto del caro carburanti. Adoc segnala che l’ Italia è ormai il Paese europeo piu’ caro al momento del rifornimento. Un anno di visite presso i benzinai costa in media, a ciascun italiano, 3.240 euro: il 12% in più della media continentale. E secondo l’ associazione, l’ aggravio di spesa, negli ultimi 12 mesi, è stato di 350 euro su base annua. Sul piede di guerra anche Federconsumatori e Adusbef secondo cui, solo nell’ ultimo anno, i consumatori hanno conosciuto una caduta del proprio potere di acquisto del 2,8%. Un tasso giudicato insostenibile, frutto non solo del fattore carburanti. Ma anche delle speculazioni sui prezzi nelle varie filiere, soprattutto in quella dei prodotti agro-alimentari. Secondo le due associazioni è necessario intervenire al più presto, soprattutto in tre direzioni. E cioè più controlli sulle filiere, per contrastare le speculazioni sui prezzi, riduzione della tassazione sui carburanti anche attraverso il meccanismo dell’ accisa mobile e maggiore coraggio da parte dei governo nei processi di liberalizzazione. In mancanza di interventi, avvertono le associazioni «si rischia di alimentare sempre più il decadimento della situazione economico-sociale del nostro Paese». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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