23 Febbraio 2012

L’inflazione frena ma vola il carrello della spesa

L’inflazione frena ma vola il carrello della spesa


Michele Di Branco ROMA. L’ inflazione concede una tregua. Ma non sui prodotti acquistati dagli italiani con maggiore frequenza. Perché dagli alimentari agli energetici, a gennaio, c’ è stato un incremento che va in controtendenza rispetto al lieve rallentamento del tasso d’ inflazione generale. In poche parole, il cosiddetto carrello della spesa, da riempire con acquisti primari e spesso irrinunciabili, mostra a gennaio un aumento del 4,2% tendenziale (contro il 3,2% del dato complessivo) e dello 0,8% sul mese precedente, in flessione su base annua dell’ 8,7%. Colpisce duro i consumatori soprattutto il capitolo carburanti. La cui dinamica dei prezzi appare davvero inarrestabile. Nel primo mese del 2012, la benzina è aumentata del 17,4% (dal +15,8% di dicembre) su base annua e del 4,9% su base mensile. E l’ Istat registra che il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto sale del 25,2% in termini tendenziali (dal 24,3% di dicembre) e del 4,7% sul piano congiunturale. Su questo fronte, siamo sui livelli più alti da luglio 2008. E’ a tavola, comunque, che gli italiani scoprono le sorprese più amare. In senso letterale, in certi casi. Lo zucchero, ad esempio, schizza del 15,9 per cento, il caffè del 16,5%, il pesce va su del 3,6%. E seguono a ruota anche pane e pasta che segnano rincari rispettivamente del 2,9 e del 2,1%. Qualche buona notizie, invece, dal fronte dei prezzi di vegetali freschi (-8,7 per cento) e frutta fresca (-2 per cento). Rincari pesanti anche da altri settori nevralgici di spesa. Su base annua, i maggiori tassi di crescita interessano abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,4%), i trasporti (+7,3%), le bevande alcoliche e tabacchi (+6,1%). Quelli più contenuti riguardano invece i servizi sanitari e le spese per la salute (+0,1%), la ricreazione, gli spettacoli e la cultura (+0,4%). In flessione dell’ 1,8% i prezzi delle comunicazioni. A livello territoriale, Potenza (+5%), L’ Aquila e Venezia (+4,) sono le città capoluogo di regione in cui i prezzi, a gennaio 2012, hanno fatto registrare gli aumenti più elevati su base annua. Le variazioni più moderate, invece, riguardano Ancona e Firenze. In tutti e due i centri, il tasso d’ inflazione non ha superato quota 2,7%. Il rincaro del carrello della spesa scatena le associazioni dei consumatori. Che fanno i conti del salasso in arrivo. Il Codacons prevede una stangata, per una famiglia di 3 persone, di 567 euro su base annua. Per una famiglia di 4 persone, invece, andare al mercato a fare la spesa di tutti i giorni comporterebbe un rincaro di 613 euro. Non meno devastante, sulle tasche, l’ effetto del caro carburanti. Adoc segnala che l’ Italia è ormai il Paese europeo piu’ caro al momento del rifornimento. Un anno di visite presso i benzinai costa in media, a ciascun italiano, 3.240 euro: il 12% in più della media continentale. E secondo l’ associazione, l’ aggravio di spesa, negli ultimi 12 mesi, è stato di 350 euro su base annua. Sul piede di guerra anche Federconsumatori e Adusbef secondo cui, solo nell’ ultimo anno, i consumatori hanno conosciuto una caduta del proprio potere di acquisto del 2,8%. Un tasso giudicato insostenibile, frutto non solo del fattore carburanti. Ma anche delle speculazioni sui prezzi nelle varie filiere, soprattutto in quella dei prodotti agro-alimentari. Secondo le due associazioni è necessario intervenire al più presto, soprattutto in tre direzioni. E cioè più controlli sulle filiere, per contrastare le speculazioni sui prezzi, riduzione della tassazione sui carburanti anche attraverso il meccanismo dell’ accisa mobile e maggiore coraggio da parte dei governo nei processi di liberalizzazione. In mancanza di interventi, avvertono le associazioni «si rischia di alimentare sempre più il decadimento della situazione economico-sociale del nostro Paese». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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