L`inflazione frena, i consumatori no
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
ROMA L`inflazione a luglio dovrebbe restare ferma al 2,6% con la possibilità anche di un ridimensionamento al 2,5% (il dato delle prime 12 città campione è al limite dell`arrotondamento). Ma le prime rilevazioni confermano l`effetto siccità, con un aumento pressoché generalizzato di ortaggi e frutta che segnano rialzi superiori alla media mensile (0,2%) dell`indice dei prezzi in quasi tutte le città campione nonostante la voce alimentari non registri, nell`insieme particolari variazioni mettendo a segno, in alcuni casi, anche un decremento. Ma se il cibo clou dell`estate, quale frutta e verdura, è in rialzo, una vera e propria picchiata la segnano i pomodori da sugo che mettono a segno cali anche superiori al 22%, come nel caso di Napoli. A tenere su il costo della vita giocano comunque – analizzando i primi dati – anche le vacanze, con un rialzo della voce alberghi e turismo contrassegnato da un impennata, in quasi tutte le città, dei camping (fino ad oltre +15%). Ma anche dei viaggi in aereo, che nel capoluogo partenopeo hanno registrato – ad esempio – un impennata del 7,7%.
Tra le altre voci in aumento, da segnalare, in generale quella degli affitti. E, ancora dei trasporti, che rappresenta la voce dei vari indici in maggiore rialzo con aumenti in molti casi tra lo 0,4% e lo 0,5%. Sul fronte dei maggior rincari targati luglio 2003 da segnalare i voli aerei, sopratutto intercontinentali, che nel caso di Trieste e Milano, registrano anche incrementi del 20%. E, ancora, gli spostamenti in vagone letto (+2,6% a Trieste). La voce trasporti risente comunque anche dell`incremento dei prezzi dei carburanti. A contenere l`andamento del costo della vita a luglio ha inciso invece l`istruzione che in alcune città, come Milano, vede la relativa voce mensile rimanere ferma, così come le comunicazioni (-2,7% il dato annuo).
Ma per Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef, il dato sull`inflazione e la crescita dei prezzi dello 0,2% rappresentano «ancora una volta un`inflazione fasulla, bugiarda». Lannutti chiede tre panieri diversificati per categorie di reddito e aggiunge: «A settembre, se non ci sarà un`inversione di tendenza, proclameremo il terzo sciopero della spesa».
Per Paolo Landi, presidente dell`Adiconsum, i dati sono «la conferma di una crisi che si sta aggravando, legata al calo produttivo e al calo dei consumi. L`Intesa dei consumatori che, oltre all`Adusbef, rappresenta Codacons, Federconsumatori e Adoc, chiede come «con gli ultimi dati Istat, seppure edulcorati e non rappresentativi della realtà dei consumi, il governo può pensare di centrare l` obiettivo fissato nel Dpef di un`inflazione al 2,4% nel 2003?».
L`Intesa dei consumatori, «che iniziò la sua battaglia per mettere sotto controllo prezzi e tariffe due anni fa esattamente nel luglio 2001, quando già nell`atto di conversione dalla lira all`euro denunciò le prime speculazioni sui prezzi, catena di una lunga serie, ritiene fantasiose le cifre scritte nel Dpef di un`inflazione al 2,4% nel 2003, all`1,8% nel 2004».
L`Intesa non esclude di proclamare il terzo sciopero della spesa a settembre «quando – dice – la crisi dei redditi sarà ancora più grave senza una incisiva inversione di tendenza».
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