L’inflazione di agosto scatena polemiche sul prezzo della pasta
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fonte:
- la Repubblica
DA REPUBBLICA.IT
(Teleborsa) – Roma, 16 set – E’ ripresa dei consumi per il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, secondo il quale "sia pure ridimensionato rispetto alle previsioni delle città campione, il dato definitivo dell’inflazione di agosto conferma una lievissima ripresa dei prezzi che allontana il rischio di deflazione e conferma l’avvio di una sia pur timida ripresa dei consumi". "Dobbiamo ora affrontare i prossimi mesi tenendo sotto controllo il prevedibile aumento dei prezzi con le azioni già avviate dal Garante e accelerare al massimo l’incremento della domanda per evitare difficoltà alle imprese e aumento della disoccupazione. Il Governo è impegnato sul fronte delle infrastrutture, del Piano Casa e del rapido sblocco dei Piani regionali dei Fondi FAS per 27 miliardi, su cui ci sarà domani a Palazzo Chigi un incontro con la Conferenza delle Regioni". Si tratta di un dato "gravissimo" invece per Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. "Nel dramma della forte contrazione dei consumi, rispunta anche l’inflazione? si tratta di un dato gravissimo" – sostengono. Secondo le previsioni dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, confermate anche dalle rilevazione di autorevoli istituti di ricerca, i consumi, nel 2009, subiranno una forte contrazione, del -2,5-3%, pari cioè ad una minore spesa delle famiglie di oltre 25 miliardi di Euro. Di pari passo a questo pessimo andamento, i prezzi, come già notavamo da tempo, soprattutto per quanto riguarda quelli dei prodotti alimentari, registrano tensioni ingiustificate, a partire dai derivati grano, quali pasta e pane (a fronte di una diminuzione del costo del grano del -30% rispetto al 2008). Tutto ciò potrà comportare (se si confermerà per il 2009 un tasso tendenzialmente intorno all’1%) un ulteriore aumento di spesa di oltre 300 Euro annui, che si andranno ad aggiungere ai trascinamenti per la spesa alimentare (dovuti soprattutto, appunto, agli incredibili aumenti di pane, pasta e latte) che le famiglie si portano dietro dal 2008, pari a 564 Euro. È alla luce di questa gravissima situazione, di cui il Governo sembra non volersi rendere conto, che il 23 settembre scenderemo in piazza, per rivendicare le indispensabili misure necessarie per risollevare il potere di acquisto delle famiglie e rilanciare, quindi, i consumi. In particolare, oltre che attraverso un necessario sostegno per precari e disoccupati, mediante la detassazione per le famiglie a reddito fisso da lavoro e da pensione, e un’azione tesa a diminuire i prezzi di almeno il 20%. Il Codacons resta timoroso per l’autunno. Nonostante l’Istat abbia rivisto al ribasso le stime rese note due settimane fa relative all’inflazione di agosto, resta confermata una crescita dei prezzi, in controtendenza rispetto alle riduzioni dei mesi scorsi. Ad agosto, infatti, si è avuto un rialzo dello 0,3% rispetto al mese di luglio, quando si era registrata un’inflazione pari a zero. Il fatto che il tasso di inflazione tendenziale torni a crescere dopo 13 mesi di ribassi, peraltro in un mese che solitamente registra un calo stagionale della domanda legato al periodo di vacanze, dovrebbe allarmare il Governo. Cosa succederà ora a settembre, con la ripresa dei consumi? Se l’inflazione non si riesce ad abbatterla nemmeno quando il Prodotto interno lordo è in picchiata, cosa succederà ora che finalmente la crisi economica pare destinata ad un punto di svolta? "Il rischio di una stangata autunnale per le famiglie italiane è più che mai reale – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Solo per riscaldare la casa una famiglia spenderà 110 euro in più rispetto al 2008. Ecco perchè il Governo, invece di limitarsi ad aiutare imprese e banche, dovrebbe investire risorse per aiutare le famiglie ed abbattere i prezzi, ad esempio intervenendo immediatamente sul costo della bolletta energetica e dei carburanti, sterilizzando questi nuovi aumenti, unica via per bloccare sul nascere pericolose spinte inflattive". Ai consumatori non resta che boicottare gli acquisti, partecipando alla manifestazione di protesta contro il carovita indetta per il prossimo 23 settembre da Codacons, Adoc, Adusbef e Federconsumatori. In giornata sono stati diffusi anche i dati dell’inflazione della zona euro e degli Usa. Nel primo caso i prezzi al consumo hanno segnato un ribasso dello 0,2% a/a, in linea con la stima preliminare, rispetto al -0,7% di luglio. Su base mensile i prezzi al consumo sono saliti dello 0,3%. L’Eurostat ha aggiunto che nell’Europa dei 25, l’inflazione ad agosto è cresciuta dello 0,6% rispetto al +0,2% di luglio mentre su base mensile ha segnato un +0,3%. In rialzo dello 0,4%, invece, l’indice dei prezzi al consumo USA ad agosto. Secondo il Bureau of Labor Statistics (BLS) americano l’inflazione su base annua si è attestata al -1,5%. Il core rate, l’indice dei prezzi al consumo depurato delle componenti più volatili quali cibo ed energia, si è attestato al +0,1% su base mensile, come da attese, ed al +1,4% su anno. In particolare, i prezzi della componente energetica hanno registrato una variazione positiva del 4,6% dopo il -0,4% di luglio, mentre quelli della componente alimentare risultano in rialzo dello 0,1% rispetto al -0,3% del mese precedente. Ieri era stata la volta della Francia e della Gran Bretagna, con l’inflazione francese in recupero dello 0,5% su base mensile ed in calo dello 0,2% su anno mentre quella inglese è risultata in crescita dell’1,6% su anno (invariata su base mensile). Venerdì scorso la Germania aveva riportato prezzi al consumo ad agosto stabili rispetto allo steso periodo dello scorso anno (+0,2% m/m) e la Spagna un’inflazione in calo dello 0,8% tendenziale (+0,3% m/m).
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