23 Ottobre 2002

L`inflazione continua a galoppare

Nelle città campione l`Istat ha misurato un aumento dello 0,3% in ottobre, pari al 2,7 su base annuale

L`inflazione continua a galoppare

L`inflazione sale ancora. Se continua così a fine anno sarà al 3%. Le voci degli “esperti“ non fano ben sperare, anche se l`Istituto di analisi e studi economici diretta da Fiorella Kostoris Padoa Schioppa frena, sostenendo che nel 2002 «il tasso di inflazione “medio“ dovrebbe attestarsi al 2, 5%, tre decimali sopra il dato europeo». Sta di fatto che il costo della vita nel corso dell`ultimo anno ha continuato a correre, un po` per l`effetto euro, un po` per le “furbizie“ di commercianti ed esercenti, che continuano imperterriti a “ritoccare“ all`insù i prezzi al consumo. Un po` per la crisi mondiale e per l`effetto petrolifero sui costi base.
Secondo i dati resi noti ieri dall`Istat l`inflazione è salita in ottobre al 2, 7%, rispetto al 2,6 di settembre. O quanto meno questo dato è quanto risulta dalle anticipazioni delle città campione. L`aumento mensile dei prezzi al consumo è stato nell`ultimo mese pari allo 0,3%. L`Istituto centrale di statistica fornirà una stima complessiva “preliminare“ mercoledì 30 ottobre e diffonderà il dato definitivo nazionale il 15 novembre. Istruzione, vestiario e affitti di casa. Sono questi – secondo le prime valutazioni – i “capitoli“ che hanno spinto il tasso al 2,7% annuo, cioè a livelli superiori a un anno fa, mentre – vale la pena di ricordarlo – il tasso di inflazione programmata è fermo all`1,7 ed anzi, nella nuova Finanziaria in corso di approvazione in Parlamento, è addirittura più basso di tre decimali di punto.

Nel dettaglio, sono le spese legate alla scuola, quelle che hanno avuto l`incidenza più forte. Per ciò che riguarda il costo dei “rinnovi“ scolastici (quaderni, penne e matite, zainetti, libri, abbigliamento), in fatti, settembre e ottobre costituiscono da sempre i mesi dei maggiori rincari: ad aggiungersi alle spese per il classico corredo scolastico, infatti, ci sono rette e tasse da pagare in tutti gli ordini di istituti. Per ciò che riguarda il settore dell`abbigliamento, come a settembre, in ottobre hanno pesato gli aggiornamenti dei listini delle collezioni invernali, cui si aggiungono quelli delle calzature. Un fenomeno che quest`anno è stato anticipato a settembre a causa delle temperature più rigide, ma che anche in ottobre ha continuato a farsi sentire. Ma tra le voci che più hanno gravato in questo mese sul costo della vita sono stati gli oneri per l`abitazione: le spese per la casa, a partire dal rincaro degli affitti. Ottobre è infatti uno dei mesi dedicati alla rilevazione degli affitti (che viene effettuata ogni 3 mesi). Il loro adeguamento incide dunque in modo più marcato sul panorama generale del caro vita.

C`è poi da mettere in evidenza il mancato effetto antiinflattivo dei prodotti energetici. Pur non facendo registrare aumenti particolarmente significativi, i costi petroliferi hanno avuto un impatto a cascata sull`indice generale. Per l`Intesa dei consumatori, l`associazione composta da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori: «La corsa verso l`alto dei prezzi al consumo peserà mediamente per 705,61 euro in più, rispetto all`anno scorso, sui bilanci delle famiglie italiane» (più o meno un milione e mezzo di vecchie lire). L`Intesa chiede un immediato intervento del governo a tutela dei cittadini perché «l`aumento dell`inflazione al 2,7% in ottobre, registrato oggi nelle città campione – si dice in un comunicato – è segno inequivocabile che prezzi e tariffe continuano a lievitare senza freni, svuotando le tasche dei consumatori, impotenti di fronte a questa escalation».

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