14 Marzo 2008

L`inflazione colpisce i beni di maggior consumo

IL CAROVITA morde la borsa della spesa e il governo corre ai ripari. Mentre l`Istat conferma che a febbraio l`inflazione è rimasta stabile al 2,9% ? ma che il tasso legato ai beni più acquistati (cioè quelli che compongono la lista della spesa degli italiani) è del 5% ? `Mister prezzi` tira fuori dalla manica l`asso del pane low-cost. Da oggi, infatti, i panificatori italiani potranno liberamente decidere di fare sconti sulle tipologie di pane più diffuse e, nelle ore prima della chiusura, su tutti i tipi di pane in vendita. L`iniziativa, valida fino al 15 aprile, è il frutto di quello che il Garante dei prezzi, Antonio Lirosi, ha definito l`esito di un confronto “molto utile“ svolto con le associazioni che rappresentano i panificatori. “Ho chiesto un`assunzione di responsabilità ? ha detto ? per rispondere a una situazione di emergenza dovuta al carovita che è frutto di condizioni internazionali generalizzate“. Nuovo appuntamento tra un mese, per verificare l`efficacia dell`iniziativa. “NON POTEVAMO e non volevamo fare diversamente ? ha commentato Claudio Conti, vicepresidente Assipan Confcommercio ? Se si potesse evitare il fenomeno del reso invenduto, che si quantifica in migliaia di quintali di pane buttato ogni giorno, potremmo prolungare oltre un mese questa iniziativa“. Di sacrificio e sforzo economico hanno parlato i rappresentanti di Confartigianato e Cna Alimentare, secondo i quali i panificatori sono già molto sotto pressione, mentre per Edvino Jeran di Federpanificatori è necessario che “una riduzione sostanziale dei costi sia applicata da tutta la filiera, non solo dall`ultimo anello“. Oltretutto, il prezzo del pane varia notevolmente da città a città. La fotografia dell`Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico lo conferma: si va dagli 1,90 euro al chilo di Napoli, ai 2,26 di Roma fino ai 3,56 euro al chilo di Milano. Negli ultimi 12 mesi, rilevano i dati di `Mister prezzi`, il pane è aumentato in media del 25,8% a Napoli, del 21,2% a Reggio Calabria, del 17,1% a Milano, del 14,3% a Palermo e del 12,2% a Bari. I rincari più moderati sono stati, invece, registrati a Firenze (4,5%) e Torino (1,7 per cento). SECONDO la Coldiretti, il fatto che il prezzo del pane registri differenze così significative da città a città nonostante la quotazione del grano sia fissata a livello internazionale, “è l`evidente dimostrazione che l`andamento delle quotazioni del grano non può essere considerato un alibi per aumenti consistenti del prezzo del pane al consumo, sul quale il grano, che è quotato attorno ai 30 centesimi di euro al chilo, incide appena il 10%“. Proprio il pane (+12,5%), insieme alla pasta (+14%), rappresenta una delle voci più preoccupanti della lista dei beni di maggior consumo stilata dall`Istat. Aumenti a due cifre anche per benzina e gasolio, che a febbraio hanno messo a segno incrementi tendenziali del 13,2% e del 16,9%. Sempre in campo energetico, le bollette di luce e gas registrano complessivamente un aumento su base annua del 2,7%. In forte rincaro anche le tariffe per i rifiuti solidi (+4,9%), taxi (+6,8%), autolinee extraurbane (+4,1%), trasporti ferroviari regionali (+4%). L`Istat mette in evidenza un altro fenomeno, che si sta ripresentando ormai da diversi mesi e sta assumendo una sua stabilità: il carovita galoppa più al Sud che al Nord. Su 20 città capoluogo di Regione, le cinque a più alto tasso inflattivo sono nel Mezzogiorno e nelle isole. E se Cagliari e Reggio Calabria hanno un tasso di inflazione al +3,8% e al +3,5%, Trento si ferma al +2%. SEMPRE più allarmate le associazioni dei consumatori, con il Codacons che teme una stangata complessiva da mille euro a famiglia a fine anno e Federconsumatori che prevede per gli italiani maggiori spese pari a 445 euro l`anno per gli alimentari e a 580 euro per l`energia.

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