24 Ottobre 2002

L?inflazione ci costerà 750 euro all?anno

L?inflazione ci costerà 750 euro all?anno

A ottobre, secondo i primi dati delle città campione, l?inflazione è salita al 2,7% annuo. Affitti delle case, abbigliamento e istruzione i settori dove la vita è aumentata di più.
Intanto le associazioni dei consumatori rifanno i conti. Secondo l?intesa dei consumatori ((Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) la corsa verso l`alto dei prezzi al consumo peserà mediamente per 705,61 euro sui bilanci delle famiglie italiane.
L`aumento dell`inflazione secondo l`Intesa è ?un segno inequivocabile che prezzi e tariffe continuano a lievitare senza freni, svuotando le tasche dei consumatori impotenti di fronte a questa escalation? Per questo i consumatori ribadiscono alcune proposte già `lanciate nei mesi scorsi: ridurre i prezzi e le tariffe; favorire la rottamazione di prodotti inquinanti; promuovere accordi con esercenti e categorie professionali per bloccare o diminuire prezzi e tariffe; dare incentivi ai giovani e alle cooperative per l`apertura di attività commerciali e incrementare il prestito d`onore; riformare la filiera ortofrutticola prevedendo quote di produzione agricola che arrivino direttamente sui mercati. Altre misure da adottare immediatamente sono la riforma del mercato elettrico, quella dell`Rc Auto e quella del settore della distribuzione al dettaglio?.
Sull?impennata di ottobre, rileva l?Istat, hanno pesato istruzione, vestiario e affitti di casa.
Per ciò che riguarda le spese legate alla scuola infatti, settembre e ottobre costituiscono da sempre i mesi dei maggiori rincari: ad aggiungersi alle spese per il classico corredo scolastico infatti, ci sono rette e tasse da pagare in tutti gli ordini di istituti.
Per ciò che riguarda il settore dell`abbigliamento, come a settembre, in ottobre hanno pesato gli aggiornamenti dei listini delle collezioni invernali, cui si aggiungono quelli delle calzature: un fenomeno che quest`anno – sottolineano ancora gli analisti – è stato anticipato a settembre a causa delle temperature più rigide, ma che anche in ottobre continua a farsi sentire.
Infine la casa. Ottobre è infatti uno dei mesi dedicati alla rilevazione degli affitti (che viene effettuata ogni 3 mesi): il loro adeguamento incide dunque in modo più marcato sul panorama generale del caro vita.
C`è poi – nella lettura degli analisti – il mancato effetto anti-inflativo dei prodotti energetici, che nei mesi scorsi avevano contribuito a tenere basso il tasso. Ora, pur non facendo registrare aumenti particolarmente significativi, hanno avuto un impatto neutro sull`indice generale.
Tra le città campione il maggiore aumento (+0,6%) si è registrato a Palermo. Il minore (+0,2%) a Firenze, Ancona e Bari.

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