L`inflazione balza al 2,9%, la più alta dall`estate 2001
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fonte:
- la Repubblica
Nuova impennata per l`inflazione. Secondo le stime provvisorie dell`Istat, a gennaio i prezzi sono aumentati del 2,9% rispetto a un anno fa, il livello più alto da luglio del 2001. Ma in alcune città l`inflazione ha superato la soglia del 3% e a Palermo è arrivata al 3,8%. La crescita media rispetto a dicembre 2007 è stata dello 0,4%. è un`accelerazione annunciata, perché all`inizio del 2008 sono scattati gli aumenti delle tariffe di treni, autostrade e dell`energia, ma continuano a crescere anche i prezzi degli alimentari e dei carburanti. L`inflazione è trainata infatti dalla benzina, aumentata in un anno del 12,5% e dal gasolio (+15,8%); rincari a due cifre per il pane (+12,5%) e la pasta (+10%). I prezzi crescono anche nel settore dei trasporti: i biglietti del treno sono aumentati del 6,9%, taxi e pullman del 5,7%, gli aerei dell`8,4% e i pedaggi delle autostrade del 3,8%. Crescono anche le spese per abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4%), gli alcolici e i tabacchi (+3,5%). I prezzi diminuiscono solo nel settore della comunicazione: meno 8,5% negli ultimi dodici mesi. Per la Confesercenti gli aumenti di benzina e gasolio “stanno diventando devastanti“ perché i costi si scaricano sulla filiera commerciale, mentre la Confcommercio invita a non diffondere “paure e allarmismi che generano sfiducia“. Ma secondo la Coldiretti l`inflazione sale anche per effetto della forbice dei prezzi tra produzione e consumo: nel passaggio dal grano al pane, spiegano gli agricoltori, il prezzo aumenta del 900%. Tra gli alimentari aumenta anche il prezzo del latte, cresciuto in un anno dell`8,5%, la frutta (+5%) e la carne (+3,5%). Il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro ha ricordato che l`attività di controllo anti-speculazione del governo sta andando avanti, ma le associazioni dei consumatori chiedono interventi immediati per frenare i rincari: secondo il Codacons l`aumento dei prezzi potrebbe costare, a fine anno, 1000 euro in più per ogni famiglia. L`inflazione in Italia resta più bassa di quella dell`Unione Europea che a gennaio, secondo le stime dell`Eurostat, è arrivata, al 3,2%. Nei paesi dell`area Ocse, invece, l`inflazione è scesa a dicembre al 3,3%, rispetto al 3,4% di novembre e anche questo dato è fortemente condizionato dai rincari di energia e alimentari. “Non mi sembra vada poi così male“ ha detto il vice ministro dell`Economia Vincenzo Visco commentando i dati dell`Istat; secondo Visco “rispetto al trend europeo non c`è niente di nuovo“. L`Isae conferma che l`inflazione è spinta al rialzo soprattutto da energia e alimentari, non solo in Italia. Ma secondo l`istituto di studi economici legato al ministero del Tesoro, il dato di gennaio potrebbe diminuire nei prossimi mesi, se saranno confermate le tendenze alla riduzione del costo del petrolio, rispetto ai valori record raggiunti a fine 2007. La forte pressione sui prezzi probabilmente rafforzerà l`intenzione della Banca centrale europea di mantenere invariato il costo del denaro. Nonostante le paure per il rallentamento dell`economia, la Bce ha messo la stabilità dei prezzi in testa alle sue priorità e per evitare ulteriori impennate dell`inflazione, secondo gli analisti, nell`incontro previsto per domani a Francoforte confermerà il tasso di riferimento per l`Eurozona al 4%. Per la riduzione del costo del denaro, secondo molti economisti, bisognerà aspettare il secondo trimestre del 2008.
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