17 Novembre 2021

L’inflazione al 3% a ottobre

L’economia italiana è ripartita e con l’euforia dell’attività tornata a girare dopo un anno di profonda crisi, anche i prezzi s’infiammano. Così l’inflazione, che ormai da tutto il 2021 mostra il segno più, a ottobre è salita ancora una volta, per il quarto mese consecutivo, andando a toccare il livello più alto degli ultimi nove anni. L’istat ha fatto sapere oggi che il carovita di ottobre è stato addirittura più alto rispetto a quello che si attendeva in un primo tempo e ben al di sopra di quel 2% che è il livello fissato dalla Bce per garantire la stabilità dei prezzi. L’inflazione è stata quindi rivista al rialzo, al 3% dal 2,9% delle stime preliminari, spinta soprattutto dal rincaro dei prezzi dei prodotti energetici che contribuiscono per più di due punti percentuali all’indice complessivo. A livello mensile, invece, i prezzi sono saliti dello 0,7% contro il calo dello 0,2% di settembre. E salgono anche dallo 0,9% all’1% le quotazioni dei Beni alimentari e per la cura della casa e della persona, ovvero quelli che rientrano nel cosiddetto carrello della spesa. L’Istat sottolinea che dopo la conferma a giugno del tasso di crescita dei prezzi al consumo di maggio e i primi cinque mesi di marcata ripresa, il carovita passa così da una variazione negativa registrata a dicembre 2020 a una crescita di un’ampiezza che non si registrava da settembre 2012 (quando fu pari a +3,2%). Immediato l’allarme dei consumatori. “Siamo in presenza di una vera e propria emergenza prezzi” ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi avvertendo che il dato odierno si tradurrà in una stangata di 922 euro all’anno, considerata la totalità dei consumi di una famiglia. L’Unc invece si spinge a calcolare quali sono le città più care d’Italia: in testa alla classifica c’è Bolzano con rincari da 1526 euro, seguita da Bologna (1361 euro) e Padova (1339 euro). A livello tendenziale i prezzi dei Beni energetici sono passati dal +20,2% di settembre a +24,9%: quelli della componente regolamentata da +34,3% a +42,3% e i prezzi di quella non regolamentata da +13,3% a +15,0%. Accelerano poi rispetto al mese di settembre, ma in misura minore, anche i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,0% a +2,4%). Nonostante il trend particolarmente caldo dei listini energetici, la buona notizia è però che oggi, dopo due mesi e mezzo di rialzi ininterrotti, il ministero della Transizione ecologica ha registrato un’inversione di rotta sui prezzi dei carburanti, con la benzina in modalità self che costa in media 1,750 euro al litro (1,751 nel precedente monitoraggio) e il diesel 1,613 euro (da 1,614 della settimana precedente). L’Istat fa sapere inoltre che tra le varie voci che costituiscono l’indice del carovita, accelerano su base annua i prezzi dei beni (da +3,6% a +4,2%), mentre la crescita di quelli dei servizi è stabile (+1,3%). Alla luce degli ultimi dati l’Istat l’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,8% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo.

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