1 Luglio 2009

L’inflazione ai minimi degli ultimi 41 anni

Per i mesi di luglio e agosto, intanto, il "rientro" dovrebbe ulteriormente intensificarsi portando i valori vicino allo zero  L’indice nazionale dei prezzi al consumo a giugno ha segnato un +0,5% (+0,9% a maggio)

ROMA L’inflazione continua a scendere e in Italia tocca i minimi degli ultimi 41 anni. L’indice nazionale dei prezzi al consumo a giugno è arrivato a segnare un +0,5% annuo (dal +0,9% di maggio), il livello più basso da settembre 1968, quando si attestò al +0,4%. Addirittura negativa, per la prima volta, la dinamica invece registrata nella zona euro, dove il tasso annuale ha segnato il -0,1%. Le stime provvisorie diffuse dall’Istat e dall’Eurostat confermano il perdurare del progressivo raffreddamento dei prezzi, che nel caso dei 16 Paesi dell’area euro arrivano a segnare un calo, seppure lieve, rispetto a giugno di un anno fa. Allora in Italia il tasso di inflazione si attestava al +3,8%, preludendo il picco di crescita del 4,1% segnato a luglio e ad agosto 2008, sulla scia dell’impennata dei prezzi energetici e delle materie prime alimentari. Di questo passo, ossia se si dovesse continuare a registrare l’ultimo livello di giugno, l’inflazione acquisita per il 2009 risulterebbe pari al +0,7%, secondo l’Istat. Per i prossimi mesi di luglio e agosto, intanto, il rientro dovrebbe ulteriormente intensificarsi portandone i valori vicino allo zero, secondo le analisi indicate dall’Isae e dall’Ufficio studi Confcommercio. La risalita dovrebbe poi riprendere dopo l’estate. Oggi il rallentamento è sostenuto soprattutto dal calo dei prezzi dei beni di prima necessità (passati dall’incremento dello 0,1% di maggio alla contrazione dello 0,4% di giugno, nel confronto annuo) e dalla decelerazione del tasso di crescita per i servizi (passati dal +1,9% al +1,7%, sempre rispetto a un anno fa). In termini congiunturali (+0,1% la variazione dell’indice), tra le varie voci, il prezzo del pane risulta stabile, la pasta in calo dello 0,5%. Al contrario, spinte al rialzo arrivano dai carburanti. La benzina verde è aumentata in un mese del 6,4% e il gasolio del 2,2%, sempre su maggio. Per i trasporti, invece, quelli ferroviari hanno registrato un incremento dell’1,4%, i marittimi del 5,8%, rispetto a maggio; il trasporto aereo, al contrario, ha segnato un calo del 4,6% su maggio (-18,9% annuo). «Il peggio della crisi è passato», ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, commentando i dati sull’inflazione. Mentre il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha sottolineato «la congiuntura molto negativa», ma allo stesso tempo ha ribadito l’apprezzamento per le misure varate dal governo nel dl anticrisi per imprese e lavoratori. Imprese che «non mollano», ha evidenziato Confesercenti. Per i consumatori, invece, l’inflazione si attesta ancora a livelli alti.  Per il Codacons «si potrà cantare vittoria solo quando diventerà finalmente negativa e i prezzi cominceranno effettivamente a calare», considerato che, spiega, i beni di prima necessità comunque peseranno con «una stangata media di 300 euro a famiglia quest’anno». L’Adoc parla di un risultato «stretta conseguenza di un calo della domanda», mentre Adusbef e Federconsumatori sostengono che «per far riprendere i consumi non è sufficiente non parlare di crisi, nè lodare la bassa inflazione termometro di cattiva congiuntura: occorre un taglio dei listini e un paniere differenziato sui redditi». L’inflazione nei 30 paesi membri dell’Ocse è frenata al +0,1% annuo a maggio, segnando un incremento mensile dello 0,2%. L’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico precisa che i prezzi al consumo per l’energia sono scesi del 16,2% su base annua dopo il -13,5% di aprile. Escludendo cibo ed energia, l’inflazione di maggio sarebbe stata pari a -1,7%. L’inflazione di Eurolandia il mese scorso era allo 0%. Gli Usa hanno registrato -1,3%, il Giappone -1,1%.

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