L`inflazione abbassa la testa
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fonte:
- la Repubblica
L`inflazione abbassa la testa
In settembre primo calo mensile dal `96. Consumatori scettici
ROMA – L`inflazione rallenta, si adegua al calo del prezzo del petrolio, che da un po` ha smesso la corsa sopra i 70 dollari. E per la prima volta da dieci anni scendono i prezzi al consumo su base mensile. Un calo impercettibile, lo 0,1 per cento tra agosto e settembre, che ha convinto però l`Istat a rivedere il tasso di inflazione, portandolo dal 2,2 al 2,1 per cento. Era dal luglio del 1996 che non accadeva. Le associazioni dei consumatori però storcono il naso e ancora una volta mettono in dubbio le statistiche targate Istat. “Cambiano i governi, ma le alchimie statistiche dell`Istat restano le stesse per non disturbare troppo il manovratore di turno“, accusa Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef. Dati “sottostimati“ anche secondo il Codacons, che valuta l`inflazione reale al 7 per cento, mentre per l`Adiconsum il calo è talmente impercettibile che è troppo presto per cantare vittoria. La frenata al carovita arriva dalla benzina verde, che in un solo mese ha visto scendere le quotazioni del 6,8 per cento. Più contenuta invece la flessione su base annua (-0,2%). In generale, a settembre i prezzi dei beni energetici sono diminuiti del 2,4% rispetto al mese precedente mentre, su base annua, l`aumento è stato di circa la metà rispetto a quello registrato in agosto (da +10,5% a +5,9%). Meno “virtuoso“ il gasolio, il cui prezzo è diminuito dell`1,8% tra agosto e settembre, ma è aumentato dello 0,8% rispetto a settembre dello scorso anno. Gongolano i petrolieri, che possono così smentire l`equazione cara alle associazioni dei consumatori secondo i quali quando aumentano i prezzi del petrolio la benzina sale, ma quando diminuiscono non si registrano cali altrettanto significativi. “L`opinione diffusa su prezzi petroliferi sempre crescenti – commenta Pasquale de Vita, presidente dell`Unione petrolifera italiana – trova nell`Istat un`autorevole e precisa smentita“. Il calo degli energetici si è trascinato dietro il comparto dei trasporti, dove i prezzi hanno registrato una flessione mensile dell`1,5 per cento, mentre su base annua l`aumento è stato in linea con l`inflazione (+2%). Restano al palo invece i prezzi dei beni regolamentati (gas e luce). Tariffe però che essendo aggiornate ogni tre mesi dall`Authority per l`energia, forse non hanno ancora scontato l`effetto petrolio. Il confronto mensile ha infatti registrato una variazione nulla, mentre rispetto a settembre 2005 i prezzi sono aumentati del 12,7 per cento (+12,8% ad agosto). Sull`altro piatto della bilancia i prezzi degli alimentari aumentati del 2,5 per cento rispetto a settembre 2005 e dello 0,3 in confronto ad agosto. C`è stata un`ulteriore accelerazione della crescita dei prezzi della carne (+3,3% a settembre) mentre quelli di pesce e prodotti ittici hanno fatto segnare una crescita tendenziale del 4,2% (+4,1% in agosto). E a controbilanciare l`effetto petrolio sono stati anche i prezzi del capitolo istruzione, che a settembre, in coincidenza con la riapertura delle scuole, hanno segnato un incremento congiunturale dello 0,6 per cento (con i prezzi dei libri di testo saliti del 2). Caso a parte quello dei servizi finanziari, aumentati su base annua dello 0,9%, ma diminuiti su base mensile dello 0,1%. Un calo, spiegano all`Istat, imputabile in gran parte all`eliminazione delle spese di estinzione dei conti correnti. Le città dove l`inflazione ha corso di più sono Torino, Ancona e L`Aquila (+2,6% per tutte e tre), ma anche a Firenze, Roma e Cagliari (+2,3% in tutti e tre i casi). Gli incrementi più moderati hanno riguardato invece Trieste (+1,2%), Aosta e Campobasso (+1,3% per entrambe), Trento e Milano (+1,8%).
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