10 Settembre 2012

Linee e tagli, i passeggeri come 007 sui bus

Linee e tagli, i passeggeri come 007 sui bus

Gerardo Ausiello Scatta la rivolta degli utenti. Sotto accusa finisce la decisione dell’ Anm, guidata dal manager Renzo Brunetti, di sopprimere 14 linee di autobus. Una drastica riduzione dovuta ai conti in rosso dell’ azienda di trasporti del Comune di Napoli: molti pullman sono fuori uso, in manutenzione o sprovvisti di tagliando assicurativo. Da qui l’ intervento della società, che rischia però di scatenare il caos: il capoluogo partenopeo è di nuovo in piena attività dopo la pausa estiva e giovedì aprono le scuole. I passeggeri, dunque, non ci stanno. A insorgere sono le associazioni di consumatori, in primis il Codacons: il presidente Giuseppe Ursini parla di «situazione inaccettabile» e annuncia che «dal 15 settembre inizierà un’ attività di controllo sull’ Anm in merito alla regolarità e alla funzionalità del servizio pubblico». Saranno gli stessi cittadini a scendere in campo in qualità di sentinelle e «007» per segnalare eventuali disservizi: «Qualora venissero rilevati ritardi eccessivi o disagi, provvederemo a presentare apposite denunce per interruzione di pubblico servizio, frode contrattuale, omissione di atti d’ ufficio e quant’ altro – spiega Ursini – L’ Anm non dice nulla sui biblici ritardi dei mezzi, sulle vetture sporche, sull’ orario obsoleto e sulla soppressione di molte corse». Secondo il rappresentante del Codacons «è giusto che chi usufruisce del servizio debba pagare il dovuto ma è altrettanto giusto che chi fornisce il servizio lo esegua correttamente rispettando la dignità dei viaggiatori e gli obblighi contrattuali assunti». Quanto alle percentuali di evasione – in base ai dati diffusi dall’ Anm un cittadino su due viaggia senza biglietto – il presidente del Codacons chiarisce: «I napoletani che rispettano le regole sono la maggioranza. Per questo invitiamo i dirigenti dell’ azienda a salire sugli autobus con i nostri iscritti per verificare insieme ciò che accade». Antonio Di Gennaro, delegato provinciale di Assoutenti, va all’ attacco: «Siamo in presenza di una totale disorganizzazione a cui si aggiunge ora una sensibile riduzione dei mezzi in circolazione. Pretendiamo dall’ Anm la massima trasparenza. È assurdo, infatti, che gli utenti siano costretti in certi casi ad attendere oltre mezz’ ora alle fermate. Ad essere danneggiati sono poi gli abbonati, che hanno sborsato e sborsano ingenti somme per prestazioni non più garantite». Per il presidente regionale di Federconsumatori Rosario Stornaiuolo «è necessaria un’ immediata inversione di tendenza»: «Il trasporto pubblico sta diventando sempre più elitario a differenza di quanto avviene nel resto del Paese. Il tutto mentre si stanno intensificando le politiche di pedonalizzazione e di ampliamento delle zone a traffico limitato. Ormai raggiungere Napoli è diventata un’ impresa impossibile e a farne le spese sono i cittadini». Proprio per far fronte ai disagi, il manager Brunetti ha predisposto un piano d’ emergenza (anticipato dal Mattino): dagli attuali 900 si dovrà arrivare a circa 600 bus. In questo modo sarà peraltro possibile ridurre la quota destinata alle polizze assicurative. Di pari passo si procederà alla razionalizzazione dei depositi che da 10 diventeranno 5 per poi passare in futuro a 2. In parallelo l’ Anm si prepara a lanciare un programma anti-evasione con controlli a tappeto, un maggiore coinvolgimento dei 1.400 autisti (che dovranno essere le prime sentinelle contro i furbi) e nuove strategie come l’ apertura della sola porta anteriore per far salire i passeggeri. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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