10 Ottobre 2009

L’industria rialza la testa Ad agosto +7% congiunturale per la produzione: il top dal ’90

La macchina Italia riparte dall’estate.Con un rimbalzo agostano della produzione industriale definito «anomalo», ma che spinge molti a credere che «il peggio sia definitivamente alle spalle». Per il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, «la ripresa potrebbe essere più rapida del previsto », ma per il Centro studi di Confindustria «settembre corregge parzialmente » i dati di agosto. In piena estate l’indice destagionalizzato della produzione industriale è salito del 7% (a 90,2) rispetto a luglio, il dato più alto dall’inizio delle serie storiche che partono dal 1990. Lo ha comunicato ieri mattina l’Istat, spiegando però che agosto è un mese in cui sono più difficili da cogliere gli effetti stagionali e il dato può essere sottoposto ad aggiustamenti. Inoltre l’indice tendenziale resta ancora fortemente negativo: il grezzo ha registrato un calo del 14,5% rispetto ad agosto 2008 e quello corretto per effetti di calendario ha segnato un calo del 18,3 per cento. Il Centro studi di Confindustria stima una «flessione della produzione industriale in settembre su agosto del 3,2%», che quindi ridimensiona il balzo estivo. Per il Csc il dato di settembre rimane comunque del 3,6% superiore ai valori di luglio e del 6,1% a quelli di giugno. Ma secondo Viale dell’Astronomia è presto per parlare di ripresa, perché il livello registrato è ancora «del 20% inferiore al picco precrisi (aprile 2008) avendo recuperato solo il 7,5% dai minimi di marzo 2009». L’indagine rapida sulla produzione industriale di Confindustria rileva, però, anche alcune note positive. Nel terzo trimestre dell’anno l’attività industriale cresce del 5,9% rispetto al periodo aprile-giugno, che registrò un calo del 3,5 per cento. Insomma dopo cinque flessioni consecutive si tratta del primo incremento deciso. Inoltre sul fronte internazionale ad agosto l’Italia mostra un incremento molto più robusto di Germania (+1,7%) e Francia (+1,8%). Nel dettaglio, tutti i principali settori hanno registrato variazioni positive: +9,2% per i beni intermedi, +7% per i beni strumentali, +2,1% per l’energia, +2%per i beni di consumo, + 7,3% i beni durevoli, -0,2% i beni non durevoli. A livello tendenziale la produzione di autoveicoli è più che raddoppiata: l’indice è aumentato del 119,8% (dato grezzo) e del 45,3% (dato corretto per giorni lavorativi). Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, i dati Istat e quelli diffusiieri dall’Ocse«convergono nel disegnare una ripresa, ancora contenuta ma significativa rispetto ai mesi trascorsi ». «Ora tutti i settori del made in Italy devono mettersi insieme per riconquistare nuove quote di mercato» ha sottolineato Paolo Zegna, vicepresidente Confindustria per l’internazionalizzazione. Il sistema «ha tenuto» per il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, convinto però della necessità di «restare vigili » e il numero uno dell’Ugl Renata Polverini parla di «primi segnali di ripresa» ma sottolinea che la strada per tornare alla crescita economica «è ancora lunga ».  Addirittura per il Codacons bisognerà aspettare il 2013. Reazioni prudenti e discordanti, invece, tra gli imprenditori riuniti ieri a Bologna in occasione del convegno nazionale dei Cavalieri del Lavoro dedicato a Guglielmo Marconi. «Quello di agosto è un dato molto difficile da interpretare» spiega Romano Volta, ai vertici della Datalogic, azienda leader negli apparecchi di lettura ottica, che aggiunge: «Potrebbe anche essere solo un momentaneo rimbalzo rispetto all’eccessiva depressione avvertita sino a luglio. Non vedo ancora una reale inversione di tendenza, anche se il livello più basso della crisi è stato toccato. Quello che mi preoccupa per i prossimi mesi è un probabile calo pesante dei consumi, a causa della crescente disoccupazione. Questo fatto potrebbe determinare un protrarsi della crisi per un tempo molto più lungo di quello che si poteva sperare». Eppure per Datalogic la situazione non sembra negativa. Il manager rileva infatti «qualche segnale di vivacità dal mercato americano » e un «ritmo costante di crescita dei mercati asiatici». Scettico sul valore dei dati di agosto Franco Stefani, numero uno del gruppo System, specializzato nelle macchine per piastrelle: «Percentuali di crescita sul solo mese estivo –dice –hanno scarso significato. Il mercato delle costruzioni è fermo, con il peso di un ingente stock di immobili invenduti che non accenna a diminuire. Temo che per il comparto della ceramica qualche primo segno di inversione di tendenza si avrà solo nel 2010 con benefici reali nel 2011». Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente di Mortara Rangoni (strumenti per la sanità), Fabio Rangoni: «Il segno più nel mese di agosto? Una rondine non fa primavera, ma è bene che ci sia, perché se ne arrivano altre due o tre allora si può iniziare a parlare di svolta. Poco per volta il clima sta cambiando e il quarto trimestre del 2009 sarà certamente il migliore dell’anno». Parla invece di inversione di tendenza il presidente onorario del gruppo Ima (macchine per medicinali), Marco Vacchi: «Nel secondo quadrimestre abbiamo notato una ripresa notevole degli ordini rispetto al primo quadrimestre, dove invece si era registrato un calo. è una svolta che ci fa prevedere un 2009 positivo e in linea con i risultati di un ottimo 2008».
 

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