9 Giugno 2007

L`incontro con Sant`Egidio ci sarà ma non a Trastevere


“Il caffè volevamo offrirlo noi a Bush, ora vorrà dire che lo prenderemo insieme all`ambasciata…“. Per Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant`Egidio co-fondata nel 1968 dallo studioso (ma allora giovanissimo studente) Andrea Riccardi, la mattinata di ieri è stata convulsa. Soprattutto quando è arrivata dalla Germania, dove erano in corso le fasi finali del summit del G8, la notizia che la visita trasteverina del presidente statunitense era stata annullata. Ufficialmente per motivi “logistici“. In realtà, costretti da incombenze di sicurezza. “Il cambiamento di programma consentirà più tempo per approfondire gli argomenti“, aggiunge Marazziti, “Bush non vedrà cose bellissime di Roma ma per noi non c`è nè delusione nè disappunto, è solo cambiato il luogo“. E poi: “In questi giorni è stato fatto molto allarmismo. In fondo sarebbe stata una grande occasione per valorizzare l`immagine di Trastevere nel mondo. Credo ci sia più spazio per la delusione che per la soddisfazione per i disagi mancati. A parte questo, per noi non cambia niente. Incontreremo il presidente degli Usa nell`Ambasciata americana. Il fatto che il presidente degli Usa proponga un incontro ufficiale a Sant`Egidio fa sicuramente onore alla Chiesa cattolica: è un riconoscimento per tutta la chiesa e per le sue capacità“. “Mi dispiace. Sì, a questo punto, mi dispiace che non viene“, aggiunge don Matteo Zuppi, parroco della basilica di Santa Maria in Trastevere. Ma quali sono stati i reali motivi dell`annul lamento della visita? La visita nella zona sarebbe stata una delle fasi più difficoltose delle 36 ore che il presidente americano passerà da questa sera nella capitale. La conferma delle “difficoltà emerse“ e più volte manifestate al cerimoniale americano, sono state “evidenziate“ giovedì pomeriggio durante una prova simulata, effettuata con l`utilizzo di sofisticati software. Uomini dell`intelligence italiana insieme ai colleghi americani della Cia e dell`Fbi, a Roma già da diversi giorni, hanno simulato al computer l`arrivo dell`imponente corteo di limousine che avrebbe accompagnato il presidente americano a Trastevere, transito che si sarebbe rivelato estremamente difficoltoso per le caratteristiche del quartiere. Per ovviare a questa difficoltà, Bush avrebbe dovuto camminare in un tragitto più lungo del previsto. Una fase, è stato sottolineato, nella quale erano emerse alcune criticità. Per questo motivo gli addetti alla sicurezza del presidente degli Stati Uniti si sarebbero riservati la decisione che, poi, è stata comunicata ufficialmente ieri mattina. “Dal punto di vista della sicurezza i problemi rimangono uguali. La città ha sempre mostrato una grande capacità di tenuta nei momenti più difficili. Se dicessimo di non essere preoccupati per la giornata di domani saremmo tutti degli irresponsabili“, è la riflessione del sindado Walter Veltroni, “stiamo tutti lavorando per fare in modo che la giornata di sabato possa passare senza contraccolpi per la città. Sono contento che si faccia l`incontro con la Comunità di Sant`Egidio e credo sia importante che il presidente degli Usa possa conoscere un`esperienza straordinaria come quella di Sant`Egidio di cui Roma è particolarmente orgogliosa, che possa conoscere l`esperienza africana del progetto “Dream“ che ha consentito di salvare migliaia di persone dalla morte“. “L`annullamento della visita di Bush a Trastevere è stata una scelta saggia“, commenta il presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra, “la professionalità delle nostre forze dell`ordine, il livello dei servizi predisposti sono sicuro ci faranno ancora una volta superare la prova. C`è bisogno però di senso Stato e di grande responsabilità da parte di tutti. Diamo ai romani e agli italiani esempi coerenti, la politica abbassi i toni. Ai cittadini e ai movimenti sarà giustamente garantito la libertà di esprimere il proprio pensiero. I parlamentari dell`Unione evitino, però, di appesantire questi spazi con la loro presenza. Sarà il Governo che sostengono a rappresentare le loro posizioni. Allo stesso modo i parlamentari dell`opposizione abbandandonino la strada della polemica che mina l`immagine ed il prestigio della nazione“. “Condividiamo la giusta richiesta avanzata dal Codacons affinché il costo del disagio subito dai cittadini di Trastevere, e che sta continuando a subire la città, venga sostenuto dall`ambasciata americana a Roma“, conclude Fabio Nobile, segretario romano del Pdci e capogruppo consiliare capitolino. VILLA TAVERNA Blindatissima la residenza dell`ambasciatore Usa in Italia, dove soggiornerà il presidente Bush. Inaccessibili le strade vicine, mentre anche via Veneto sarà blindata: molti rappresentanti della delegazione statunitense, infatti, alloggeranno negli alberghi che vi si affacciano. L`ambasciata Usa si trova a pochi passi ed è anch`essa blindata da giorni

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