12 Aprile 2008

Linate di nuovo bloccato Otto linee cancellate, 13 dirottate: ritardi e proteste

Milano Lavori e pioggia, voli in tilt

Linate di nuovo bloccato Otto linee cancellate, 13 dirottate: ritardi e proteste

Lupi: così non va può esistere solo come city airport De Luca: sarebbe un delitto toccarlo

Le nuvole basse e la pioggia hanno colpito ancora. Costringendo Linate e i suoi passeggeri a una nuova giornata di passione, tra ritardi e riprotezioni, voli cancellati in arrivo e coincidenze perse, voli dirottati su Malpensa e, in un caso, Orio al Serio e appuntamenti di lavoro saltati. “Colpa“, ancora una volta, dei lavori di manutenzione, iniziati a marzo e previsti fino a fine maggio, che negli ultimi giorni hanno interessato un`area della pista a rischio, creando di fatto una zona di conflitto con la strumentazione a terra. Che è stata disattivata fino alle 12, quando un`accelerazione data ai lavori ha portato al ripristino di radar e sensori. Complice una visibilità verticale inferiore ai 300 piedi – meno di 90 metri – gli atterraggi sono diventati tutti “a vista“. La congestione che ne è seguita ha costretto Sea a cancellare 8 voli – quattro da Fiumicino, uno da Parigi e altrettanto da Napoli, Catania e Palermo – senza preavviso per i passeggeri e a dirottarne altri 13 – da Roma e Alghero, Cagliari e Napoli, Bari e Palermo – 12 a Malpensa e uno a Orio al Serio. Colpite dai disagi quasi tutte le compagnie nazionali, da Alitalia a Meridiana, da Volareweb a AirOne e l`effetto domino, tra vettori assenti in pista per il mancato arrivo e riprotezione dei viaggiatori sugli altri voli in partenza, ha generato il prevedibile ingorgo a terra per l`intera mattinata. Per i passeggeri danneggiati, le speranze di rimborsi e risarcimenti sono pressoché minime. “Il fatto è che il consumatore è tutelato poco – sospira l`avvocato Marco Donzelli del Codacons – e si finisce col subire senza poter fare nulla. La causa è un rischio, perché la giurisprudenza in materia è ostile: ricordo due cause per dei voli cancellati a Malpensa a causa di soli 2 centimetri di neve, gente che rinunciò alle sue vacanze e non ebbe nessun risarcimento. E una class action, quando sarà, si rivelerà complicata: cinquanta passeggeri dello stesso volo sono difficili da rintracciare“. Ma è lo stesso ruolo dell`aeroporto cittadino, nei giorni della crisi di Alitalia e del ridimensionamento di Malpensa, a tornare in discussione. Al rimpicciolimento del Forlanini per il rilancio dell`hub varesino crede il parlamentare di Forza Italia Maurizio Lupi, che già da assessore della prima giunta Albertini portò avanti il progetto. “Bisogna riverificare – spiega – una nuova vocazione di Linate in funzione del rilancio dell`hub, e noi siamo disponibili a farlo. E dunque trasformarlo in city airport, con pochissimi voli internazionali e la navetta Milano-Roma, comoda non solo per me che la prendo quasi come il pullman sotto casa, ma per tutti. Nove anni fa l`Ue ci disse no, per non dare privilegi ad Alitalia. Ora ci sono progetti industriali nuovi da valutare. E l`Expo. Vero, Linate è comodo. Ma bisogna pensare al rilancio di tutto il sistema aeroportuale di Milano, con coraggio“. L`ex presidente della Regione Lombardia Piero Bassetti, al contrario, difende il ruolo di Linate: “L`ho sempre fatto perché è una comodità e a maggior ragione lo faccio ora. In passato il problema era se il city airport Linate ostacolava l`hub. Adesso che il destino di Malpensa sembra essere segnato come un aeroporto point-to-point che servirà il Nord, Linate è un punto di forza“. Contrario a una svalutazione di Linate anche un frequentatore abituale dell`aeroporto come Massimo De Luca, direttore di Rai Sport, tra i tanti coinvolti ieri nei ritardi per la manutenzione e il maltempo: “Spero per la città che una cosa del genere non si verifichi durante il Salone del mobile. Per me, e non solo per me, ridimensionare il Forlanini sarebbe un guaio enorme. Il Roma-Milano, che prendo due volte a settimana, impiega un`ora, da Malpensa ce ne vuole una in più tutto compreso: assurdo, anche per i costi in più. Si può ragionare sulle tratte a medio raggio. Ma i voli nazionali devono restare“.

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