Limite dei 50 sulla Romea: è così che l`Anas si salva
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fonte:
- Il Resto del Carlino
L`Anas propone di istituire il limite dei 50 chilometri orari sulla statale Romea nel tratto fra Ravenna e la provincia di Ferrara in cui il fondo stradale è completamente disastrato. L`Anas è l`ente proprietario della strada e quindi è unico responsabile per ogni eventuale evento collegato alle caratteristiche della infrastruttura. Per valutare tale proposta il prefetto Umberto Calandrella ha convocato per domani il Comitato provinciale per l`ordine e la sicurezza cui prenderanno parte il presidente della provincia Francesco Giangrandi, il commissario prefettizio Romano Fusco e i responsabili delle forze di polizia. D`altronde proprio a causa del pietoso stato del fondo stradale, i veicoli già ora procedono a bassa velocità cercando di evitare le buche più profonde con pericolosi slalom. Le buche sulla Romea lasciano a piedi anche il Codacons, il comitato dei consumatori. A raccontare la sua brutta avventura, l`ennesima sulle strade ravennati, è Paolo Randi. “Nei giorni scorsi la mia auto si è fermata sulla Romea per un guasto provocato dalle cattive condizioni del manto stradale. Nonostante la mia segnalazione ai vigili, nessuno si è presentato a fare il rilievo. In assenza della loro certificazione, mi chiedo come un automobilista possa far valere le proprie ragioni“. Intanto Giuseppe Monti, il ravennate caduto sull`Adriatica con la sua moto, ha mandato un amico a fotografare di nuovo la buca in cui era caduto. E con grande sorpresa l`ha trovata coperta. “Se lo avessero fatto prima mi sarei risparmiato la frattura di sette costole, della clavicola e del naso. In ogni caso ne hanno lasciate aperte tante altre lì vicino“. È Federico Fronzoni di Lista per Ravenna a evidenziare, poi, le due diverse facce della Romea: disastrata, nel tratto emiliano romagnolo, in ottimo stato nella parte veneta. Da una parte, cioè, ci sono “buche larghe e profonde, e una segnaletica quasi assente“. Dall`altra, invece, a partire da Mesola, cantieri attivi in vari punti del tracciato e ottime condizioni del manto stradale. A questo punto Fronzoni si chiede da cosa derivi questa disparità di trattamento: “i casi sono due: o la Regione Veneto ha avuto un maggior potere politico-contrattuale dell`Emilia Romagna, o l`area compartimentale veneta ha una maggior capacità di programmazione e di risorse della nostra“.
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