13 Settembre 2007

Lievita anche il prezzo della pizza Margherita più cara di 50 centesimi

Napoli Lievita anche il prezzo della pizza Margherita più cara di 50 centesimi
E oggi lo “sciopero“ della pasta contro gli aumenti


Il paniere della spesa è più caro. è aumentato il prezzo della farina. Del fiordilatte. E dei pomodori. Lievita dunque il prezzo della pizza. “La Margherita diventa più cara di 50 centesimi. Un aumento legittimo, visti i rincari dei singoli prodotti“, dice il presidente dell`Ascom, Antonio Pace che è anche alla guida di “Verace pizza napoletana“, l`associazione che ha organizzato il “Pizzafest“ in corso fino al 16 settembre alla Mostra d`Oltremare, una manifestazione che esalta il piatto tipico campano, oggi esportato in tutto il mondo. “Ma è a Napoli che la pizza è prodotto di consumo di massa“, spiega il vicepresidente dell`associazione Massimo Di Porzio e aggiunge: “Ogni persona, secondo una nostra indagine, la mangia dalle due alle quattro volte a settimana“. Sono circa 400 le pizzerie e i ristoranti dotati di forno a legna in città. Circa 300 mila piatti serviti a tavola alla settimana. E i ritocchi sui prezzi, seppure minimi, non passano inosservati. L`aumento è già scattato ed è stato subito notato, ad esempio, da “Moccia“. Qui, la pizzetta costa 1 euro e 80 centesimi, 30 centesimi in più. “Di certo, non solo l`unico – sottolinea il titolare Antonio Romano – ad avere aumentato i prezzi perché non è stata una mia iniziativa. La pizza, ma anche i prodotti di pasticceria costano di più per effetto degli aumenti imposti dai fornitori“. Il vicepresidente di “Verace pizza napoletana“, Di Porzio spiega: “Dell`aumento della pizza abbiamo discusso. Non è una scelta di “cartello“. Sto cercando di sensibilizzare i pizzaioli a fare bene il calcolo dei costi della propria attività e aumentare i listini solamente dove è necessario. Altrimenti, il rischio è quello di perdere la clientela. I prezzi, oltre una certa soglia, possono diventare proibitivi. Per questo motivo, dobbiamo fare una battaglia al ribasso anche noi, con i nostri fornitori“. Tuttavia, quello della pizza è tra i rincari già innescati. Fa notare Pace: “Tutti gli ingredienti di questo piatto tipico oggi costano di più“. Per un quintale di farina i panificatori spendono 5 euro in più rispetto a sei mesi fa. Difatti anche la spesa per il pane si è impennata: supera i 2 euro al chilo, i ritocchi, dai 30 ai 50 centesimi, sono cominciati dagli inizi di settembre. “Ma non è la farina che giustifica i rincari sul prezzo della pizza“, precisa Pace. “Per preparare una Margherita se ne consumano appena 250 grammi, la differenza di costo è di pochi centesimi. è il fiordilatte che ha subìto una maggiorazione forte: un chilo ci costa 5 euro e 80 centesimi. Circa un euro in più“. E poi i pomodori, aggiunge Pace. Circa un euro in più al chilo. E l`olio. “Che pure è aumentato. Per una bottiglia di olio extravergine si spendono circa 50 centesimi in più“, dice Di Porzio. L`aumento della Margherita dunque non è altro che “il colpo di coda“ della stangata di settembre che si è abbattuta su tutti i prodotti del paniere della spesa. Il pane, i latticini, ma anche il prezzo della bistecca è aumentato di un euro al chilo. Scendono oggi in piazza contro gli aumenti Federconsumatori, Adoc, Adusbef, Codacons e per la prima volta anche la Coldiretti. Le associazioni hanno proclamato lo “sciopero della pasta“. Federconsumatori ha organizzato una manifestazione alle 10 in piazza Trieste e Trento. “Inizia così – dice Gianni De Luca – una lunga mobilitazione per denunciare le speculazioni dei commercianti e indicare alle famiglie come risparmiare“. Ma Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti, dichiara “iniquo l`accanimento sui commercianti“ e invoca un`Authority di vigilanza sulle variazioni dei prezzi.

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