11 Settembre 2010

Lido, viale del tramonto senza star

Chissà dove sono spariti. Magari a Venezia preferiscono la più "casalinga" Toronto, o forse il red carpet della Mostra non regala più quella suggestione e l’ appeal di un tempo. O forse ancora, in tempi di magri bilanci, di economia in crisi e di ritorno alla «sobrietà», come invocava il presidente Baratta poco prima di inaugurare il festival, le grandi produzioni americane tirano un po’ la cinghia e non volano oltreoceano. Mai come quest’ anno la passerella lidense è stata avara di emozioni divistiche. Quelle in grado di scatenare passioni e "voglia di esserci", di spronare i "foresti" ad intraprendere un viaggio per approdare al Lido, animandolo un po’ davanti al Palazzo del cinema. Con quel brivido che attraversa i fan in attesa della star, quell’ ansia contagiosa che li spinge ad intrupparsi lungo le transenne armati di carta e penna, smaniosi di poter intercettare lo sguardo del divo, di afferrarne un sorriso, un saluto, un autografo, un bacio. A Venezia, in questi ultimi anni, si sono materializzati sul red carpet le grandi icone dell’ immaginario cinematografico contemporaneo, da Brad Pitt ad Angelina Jolie, George Clooney, Johnny Depp, Denzel Washington, Will Smith, Robert De Niro, Jennifer Lopez, Sylvester Stallone, Scarlett Johansson, John Travolta, Tom Cruise, Matt Damon, Charlize Theron, Nicole Kidman, Julianne Moore. Ma quest’ anno, mentre Sharon Stone sembra deviare verso Miss Italia – salvo contrattempo per un attacco di appendicite – Venezia si deve "accontentare" di Ben Affleck (che, per quando star, non è Clooney o Depp) e Jon Hamm, capaci l’ altra sera di rianimare un Lido asfittico. E c’ è ben poco da ricordare, hollywoodianamente parlando, in questo festival 2010 (pioggia a parte): Natalie Portman e Jessica Alba all’ inaugurazione, e poi Catherine Deneuve, John Turturro, John Woo, Sofia Coppola, Willem Dafoe. Ieri sera sfilava Paul Giamatti (ma mancava Dustin Hoffman), oggi sarà il giorno di Mirren per il film di chiusura "The Tempest". Certo, il cartellone 2010 non accoglieva chissà quante star, ma le "celebrity" fan parte del gioco e regolano le delicate alchimie alla base dei festival, che funzionano non soltanto per la qualità dei film proposti, ma anche grazie alla presenza dei grandi protagonisti. E in una edizione come questa, già spenta in partenza, persino alcune defezioni "minori" si sono trasformate in vuoti di glamour: mancavano le due bellezze indiane Freida Pinto e Aishwarya Rai, la prima assente giustificata (impegni familiari urgenti), la seconda annunciata e poi non pervenuta. Isabella Rossellini sembrava arrivasse per presenziare a "La solitudine dei numeri primi", ma all’ ultimo minuto è rimasta a New York. Stefania Sandrelli ha optato per Toronto, Joaquin Phoenix e Vincent Gallo, anime tormentate e sempre controcorrente, hanno snobbato i "riti" del festival negandosi a red carpet e conferenze stampa. Persino Pier Silvio Berlusconi, atteso per sostenere il film di Costanzo, ha rinunciato. A cronisti e aficionados della Mostra resta comunque l’ effetto "made in Italy", non sarà così "glamour" e di richiamo (alla stampa straniera non interessa), ma al cinema di casa nostra, sempre così maltrattato dalle istituzioni, sembra far bene: Toni Servillo, Silvio Orlando, Giuseppe Battiston, Kim Rossi Stuart, Luigi Lo Cascio, Michele Placido, Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores, Isabella Ragonese. Senza scordare il Liga, re indiscusso della serata-evento per "Niente Paura". Ma basterà per il futuro? Il Codacons, nel suo esposto-denuncia inviato alla Corte dei Conti sulla Mostra "in stato di abbandono", è pessimista: «Non solo gli attori, le starlette, i personaggi di grido, i politici di turno sono completamente mancati, ma è mancata anche la gente qualsiasi». Quella che, alla fine, accende un festival rendendolo speciale. E nell’ «assoluto mortorio» che circonda la Mostra, coi «viali già deserti alle 22.30», c’ è il pericolo «che questo sia l’ ultimo anno della rassegna». © riproduzione riservata.

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