2 Agosto 2014

Lidi balneari, tanti ombrelloni restano chiusi

Lidi balneari, tanti ombrelloni restano chiusi

I primi dati dell’ Osservatorio nazionale di Federconsumatori rilevano che i cittadini in partenza quest’ anno per le vacanze estive sono 18,6 milioni. Erano 29,4 milioni nel 2008. …Altro che stessa spiaggia e stesso mare. Nei mesi di giugno e luglio si è registrato un calo di presenze nei lidi balneari italiani rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso. Per alcune regioni si può parlare di vero e proprio crollo. Le situazioni più dure, come indica un sondaggio condotto su un campione rappresentativo di imprese balneari italiane aderenti al Sindacato Italiano Balneari, sono in Campania e Marche (con cali a luglio rispettivamente del 70% e del 60%). Non va meglio in Liguria (meno 50%), Toscana (meno 50%) ed Emilia Romagna (meno 30%). Le ragioni di questa diminuzione di presenze vanno cercate nella crisi economica e nel meteo che di certo non è stato clemente con molte località sul mare. Insomma, quest’ estate più macchine in giro per le strade delle città e più ombrelloni chiusi. In questo scenario la Sicilia attuti sce il colpo e piange con un occhio. Anche l’ Isola fa segnare un calo di presenze sia a giugno (meno 20%), sia a luglio (meno 15%), ma sicura mente i numeri non sono drammatici come in altre regioni. Merito, sicuramente, di un clima che poche volte quest’ estate ha lasciato a spazio a nuvoloni neri e piogge, come spiega il presidente regionale di Federconsumatori, Lillo Vizzini: «I dati sono tutto sommato confortanti. Soprat tutto nelle giornate del week end i numeri di presenze sono in linea con gli anni passati. I dati generali e della Sicilia sono legati principalmente alla crisi endemica delle famiglie. Il calo delle presenze è meno accentuato dove c’ è il turismo mordi e fuggi. Tra le zone più colpite – afferma Vizzini c’ è quella di Cefalù, dove si registra un forte calo anche di turisti. Mentre Mondello, ad esempio, il sabato e la domenica è inaccessibile. Per quanto riguarda il resto del territorio, il calo di presenze nei lidi copre a macchia di leopardo tutta l’ Isola. Per esempio la situazione è ancora favorevole nel Siracusano, nel Catanese o a Taormina, dove al fattore mare si possono abbinare le attrazioni culturali. In altre zone, come nell’ Agrigentino, invece riscontriamo cali più accentuati. Per quanto riguarda le perdite economiche, invece, preferiamo fare i conti alla fine della stagio ne estiva». C’ è, invece, chi i conti comincia a farli ed è il Sindacato Italiano Balneari che stima a giugno e luglio una perdita di circa 400 milioni di euro che corrispondono anche a 50 mila lavoratori giornalieri a casa. I primi dati a consuntivo rilevati dall’ Onf – Osservatorio nazionale Federconsumatori, invece, attestano che solo il 31% degli italiani (pari a circa 18,6 milioni di cittadini) è in partenza per le vacanze estive. Il numero di cittadini che vanno in vacanza è così passato da 29,4 milioni nel 2008 a 18,6 milioni stimati nel 2014. Una riduzione che appare in tutta la sua gravità se si pensa che il turismo è un settore chiave per l’ economia del nostro Paese. «Il rilancio di tale comparto rappresenta un’ enorme opportunità di crescita occupazionale e di sviluppo», dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. «Gli italiani, come dimostrato dall’ andamento degli ultimi anni, rinunciano sempre più alle partenze e riducono i giorni di villeggiatura al mare, in un’ ottica di spending review che porta a tagliare le spese non indispensabili». È questa, invece, la chiave di lettura del presidente del Codacons, Carlo Rienzi. (*GILE*)

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