23 Febbraio 2012

Licenze taxi, le lobby vincono ancora

Licenze taxi, le lobby vincono ancora

il potere resta ai comuni, insorgono i consumatori. rc auto, sconti con scatola nera.

ROMA. Per le associazioni di consumatori e per la Lega è la vittoria delle lobby. Una sopra tutte, quella dei tassisti, che con le proteste contro il decreto sulle liberalizzazioni ha alzato le barricate. Il governo ha dato l’ ok in commissione Industria al Senato all’ emendamento che mantiene nelle mani di Comuni e Regioni il potere di fissare il numero, e dunque l’ incremento, delle licenze. La nascente Autorità dei Trasporti viene così spogliata di competenze prima di nascere, il prossimo 31 maggio: dovrà fornire solo un parere non vincolante. Un “cedimento” che non piace al segretario della Cisl Raffaele Bonanni: «Il governo non può essere forte con i deboli e debole con i forti» accusa. A distanza la replica alle critiche arriva dal presidente del Senato Renato Schifani: «Credo che i senatori rafforzeranno il provvedimento con interventi che liberalizzeranno di più il mercato. Il Senato lavora alacremente per difendersi da pressioni di lobby e corporazioni». Nel testo corretto, ancora da approvare, salta la previsione dei taxi stagionali, ma c’ è il via libera ai taxi collettivi, maggiore libertà alle auto bianche nell’ organizzazione del servizio in caso di eventi, più libertà sulle tariffe. I tassisti perdono invece la battaglia sulla territorialità: l’ attività sarà consentito anche fuori dai Comuni che hanno rilasciato la licenza. Graziano Delrio, presidente dell’ Anci (l’ associazione dei Comuni), è soddisfatto. Protestano invece le associazioni dei consumatori aderenti a Casper (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione consumatori), che parlano di «ennesima sconfitta per il governo Monti», e il leghista Roberto Castelli: «Il governo dei ricconi liberalizzatori si prepara a calare le braghe». Ma per capire quanto la pressione delle categorie abbia pesato bisognerà aspettare. Per cercare di evitare brutte sorprese sulle norme che prevedono contratti scritti e pagamenti entro 60 giorni nei rapporti tra grande distribuzione e produttori, il ministro delle Politiche agricole Antonio Catania è in Senato: «Per ora sono fiducioso» dice. Si profilano intanto – annunciate dal ministero della Salute – «incisive modifiche» all’ articolo 11 relativo alle farmacie. Dopo un difficile confronto in Commissione che fa dire a Simona Vicari (Pdl), relatrice del provvedimento assieme a Filippo Bubbico (Pd), che «al momento non c’ è accordo» sulla separazione anche di Stogit (la società di stoccaggio), il governo chiarisce di puntare a una separazione totale tra Eni e Snam, stoccaggi compresi, entro 6 mesi dall’ ok al decreto. Vengono approvate intanto le norme che prevedono il rafforzamento della class-action e che determinano la fine delle clausole vessatorie nei contratti tra professionisti e consumatori, con multe fino a 50 mila euro. Non sarà inoltre più obbligatorio aprire un conto corrente nell’ istituto che concede il mutuo, mentre la banca dovrà proporre al cliente almeno due polizze assicurative diverse o accettarne una terza scelta sul mercato. Sì alla creazione di una banca dati con informazioni sui testimoni di incidenti, sconti alla Rc auto in caso di installazione della scatola nera e stop ai rimborsi per le lesioni di lieve entità, come i “colpi di frusta”. Nel paniere delle novità anche il conto corrente gratis per i pensionati fino a 1500 euro. E mentre si tratta ancora sul numero dei tribunali delle imprese per velocizzare il contenzioso societario, dal Csm arriva il parere positivo alla proposta dell’ esecutivo, a patto che siano apportati correttivi. Sulla «lenzuolata» liberalizzatrice piovono però nuove contestazioni. Oggi e domani i penalisti italiani protestano contro la cancellazione delle tariffe, mentre da Milano arriva la notizia del ricorso della Regione Lombardia alla Consulta contro la liberalizzazione degli orari dei negozi e da Venezia la decisione del governatore Luca Zaia di impugnare l’ istituzione della tesoreria unica che «sottrarrebbe al territorio 7-8 miliardi». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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