7 Settembre 2015

Libri e penne, stangata da 1100 euro

Libri e penne, stangata da 1100 euro

NAOLI (Sf) – L’ anno scolastico è alle porte e mamma e papà si stanno preparando al meglio per la ‘tradizionale’ stangata. Alleggerirà di molto i portafogli delle famiglie, infatti, il cominciare delle lezioni che sarà inaugurato oggi dagli studenti di Bolzano. Secondo i conti del Codacons, le spese per l’ acquisto di libri e materiale scolastico si riveleranno un vero e proprio salasso, con un costo che potrà arrivare anche a 1.100 euro a studente. Nel frattempo, alla vigilia della riapertura delle aule, il ministro dell’ Istruzione, Stefania Giannini, ha spiegato che per mandare a regime la riforma sulla Buona Scuola “servono anni”. In base ai dati in possesso del Codacons, per penne, diari, quaderni, zaini, astucci e quant’ altro si spen derà una cifra leggermente superiore al 2014, pari a circa 500 euro a studente, a cui dovranno aggiungersi i costi dei libri di testo. Un ambito, sottolinea l’ associazione, che ha una forchetta piuttosto ampia, legata non solo al livello di istruzione (elementari, medie, superiori, licei, istituti tecnici, eccetera) ma anche dalle scelte di ciascun istituto, e sarebbe compreso tra 280 euro e 600 euro, considerando anche l’ acquisto dei dizionari. Tra corredo e libri di testo, quindi, la spesa complessiva può raggiungere e superare i 1.100 euro a studente. Per questa ragione, sempre secondo il Codacons, sarebbe opportuno seguire alcuni suggerimenti che possono consentire risparmi fino al 40 per cento: per prima cosa bandire le mode evitando l’ acquisto di articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o di bambole famose. Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria (meglio ancora andare a spendere presso quelle catene che vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati). Utile, poi, aspettare i professori per l’ acquisto di attrezzi più ‘tecnici’ per evitare acquisti superflui o carenti. Archiviato il fronte alunni e famiglie, passando a quello dei docenti, il ministro, riferendosi alla mobilità ha evidenziato che “questa riforma non la incrementa, anzi nel tempo la diminuirà. La mobilità sarà fisiologica, non più del 15% su un ammontare di 100mila perso” ne .

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