27 Agosto 2011

Libri di testo, pasticci e furbetti famiglie costrette a spendere di più

 

 
Stesso libro, o quasi. Bastano pochi ritocchi, ma l´edizione è nuova. E’ la sorpresa dietro l´angolo per le famiglie alla vigilia del nuovo anno scolastico. «La crisi ha colpito di più l´usato che è sempre più richiesto ma difficile da reperire perché ci sono sempre nuove adozioni e la riforma Gelmini ha fatto stampare nuovi libri». E´ l´allarme lanciato dai librai genovesi, confermato dai dati Codacons: le famiglie italiane spenderanno in media l´otto per cento in più rispetto al 2010 in acquisto dei libri di testo scolastici: «Le persone stanno aspettando settembre perché fino all´ultimo sono possibili cambiamenti. Basta che a giugno abbia chiuso l´anno un docente precario, che a settembre un professore nuovo potrebbe far cambiare il libro magari in buona fede, perché consigliato dall´agente editoriale. Ma la legge non lo consente», spiega Alessandro D´Alessandro di Voltapagina. Altroconsumo calcola che per una prima media si spendono trecento euro a figlio, sono cinquanta in più se lo studente s´iscrive a una scuola secondaria. S´impennano anche i vocabolari di latino e greco, ormai quasi introvabile nell´usato, per i quali non si sborsano meno di ottanta euro. Le liste dei testi scolastici, per legge, dovrebbero essere consegnate entro la fine di maggio: la scuola le invia al ministero e l´Aie (Associazione, Italiane Editori) le mette, a pagamento, a disposizione dei librai. «Ho in mano la lista del liceo Cassini, l´ho ricevuta due settimane fa. Questo crea una congestione del mercato e delle vendite. Ma è inevitabile – continua Alessandro D´Alessandro – le scuole a fine anno non sanno ancora quanti classi si formeranno a settembre, come verranno accorpate, quale sarà il corpo docenti e i ragazzi che devono affrontare gli esami di riparazione ovviamente aspettano fino all´ultimo». Il mercato si gonfia in due settimane e chi non trova l´usato – sempre più raro per via delle continue nuove edizioni – ricorre al nuovo. E mentre le organizzazioni degli studenti lanciano «i mercatini dell´usato», sperando di abbattere del 50 per cento i costi, i librai propongono formule convenienza: «Una novità importante è la tessera sconto da cinque euro per ogni cinquanta spesi in libri nuovi – continuano dal Libraccio – un buon 10 per cento che magari le famiglie possono riutilizzare per la cancelleria». Sì perché da anni a far da concorrenza ai principali distributori di testi scolastici ci sono anche i supermercati che da un lato allargano l´offerta per l´utente, ma dall´altra colpiscono i librai: «Da qualche giorno la legge prevede che i supermercati non possano applicare uno sconto sul nuovo maggiore al 10 per cento e soprattutto è stato vietato l´ulteriore ribasso, che si poteva rispendere all´interno del punto vendita nell´acquisto di qualsiasi merce», spiegano ancora a Voltapagina. E i librai denunciano i continui ritocchi dei prezzi e mettono in guardia sull´interpretazione delle liste dei testi scolastici: «Basta una nuova edizione non segnalata e le famiglie si trovano a cercare un libro usato che non esiste, perché in realtà entra in adozione a settembre. E´ nuovo ma non lo scrivono. Prendiamo ad esempio la lista di un liceo linguistico: "Into English" per la prima edito dalla Cambridge University Press è indicato come vecchia adozione ma andando a vedere il codice ecco che si scopre che l´edizione è di quest´anno. E di questi esempi ce ne sono a centinaia». La tendenza al cambio «facile» di adozione si registra, liste alla mano, soprattutto nelle materie umanistiche. La sorpresa è che spesso la nuova edizione è semplicemente un testo rimaneggiato nella grafica ma uguale nei contenuti. Invariate risultano anche la forma, basta un avverbio al posto di una preposizione e la chiamano nuova edizione: «E´ il caso della Divina Commedia edita da Sei».
 
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