Libri di testo: ci costeranno in media 100 euro in più
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fonte:
- Gazzetta del Sud
C’ a chi ha risparmiato pure sulle vacanze estive in vista dell’ acquisto dei libri di testo per i propri figli perché, puntuale come ogni anno, a settembre arriva un vero e proprio salasso! A dircelo sono le espressioni dei messinesi intenti a fare le file nelle librerie cittadine che vendono editoria scolastica – poche quelle rimaste – letteralmente prese d’ assalto in vista dell’ ormai imminente primo giorno di scuola. Il rientro tra i banchi per gli studenti della città dello Stretto a stato fissato, infatti, al 14 settembre, ma poi, grazie all’ autonomia, ogni istituto deciderà se adeguarsi o variare la prima campanella, quindi manca davvero poco. E i genitori, liste alla mano, si preparano a soddisfare le richieste degli insegnanti. Le indagini del Codancons, arrivate puntuali nelle scorse settimane, non hanno prospettato nulla di buono per le tasche delle famiglie con figli in età scolare: per quest’ anno un aumento in media di 100 euro rispetto al 2011, comprensivi dell’ acquisto di libri e del corredo scolastico, ma sono i testi a pesare di più con un rincaro di circa 80 euro rispetto allo scorso anno per una spesa complessiva che puil arrivare a toccare anche quota 500 euro, soprattutto per il primo anno di scuola superiore quando gli studenti devono acquistare anche i dizionari, come emerso da una indagine dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Questi i cosiddetti “numeri ufficiali “, ma la realtà conferma in pieno queste cifre per l’ acquisto dei libri, giudicate folli da quanti hanno più di un figlio a cui provvedere. Un costo davvero oneroso quello della cultura che pesa notevolmente sul bilancio di una famiglia, e sembra ancora maggiore perché la batosta arriva tutta insieme. «Ho tre figlie – dice la signora Concetta Visalli – due al liceo e una alla scuola media per quest’ ultima ho già speso circa 110 euro anche con volumi di seconda mano mentre per le più grandi sono serviti già più di 600 euro e sto cercando anche libri usati sul web, ma il totale a praticamente quanto lo stipendio di un mese». A pesare su questo aumento anche l’ entrata in vigore, a partire da quest’ anno, del divieto di utilizzare testi esclusivamente a stampa. Le istituzioni scolastiche, peri decreti n. 42 e 43 dell’ 11 maggio 2012, devono obbligatoriamente adottare “esclusivamente libri di testo in formato misto ovvero interamente scaricabili da Internet”. «Ancora peril nessun libro scaricabile e nessun risparmio, che abbiamo invece fatto noi, rinunciando alle vacanze – racconta Carmen Abate – e per i miei due figli, uno al primo anno di media l’ altro al primo di superiore devo spendere circa 600 euro». Un processo di innovazione irreversibile che tuttavia avrà un costo non indifferente «il provvedimento – scrive il Codacons – sul lungo termine puil avere effetti positivi, ma nell’ immediato non fa che tradursi nell’ ennesimo rincaro a danno degli italiani». Spesso infatti gli insegnanti hanno cambiato i libro di testo anche nel triennio in corso perché non tutte le case editrici si sono adattate alle nuove regole, o comunque variandone l’ edizione. «E così ci costringono a spendere, ad esempio, circa 90 euro per tre libri – osserva Leopoldo Marchetta – per nuove versioni solo perché a stato introdotto un cd che peril non verrà in molti casi utilizzato. Io sarei felicis simo di spendere questi soldi se poi mio figlio potesse usufruire di questi supporti ma le nostre scuole non sono ancora attrezzate, spesso mancano le lavagne interattive o le sale di informatica per ospitare tutti gli studenti e molti insegnanti non sono pronti all’ avvento del multimediale». Osservazione ineccepibile perché, va detto, a fronte di una rivoluzione in chiave digitale, non tutti sono pronti a recepirla, non in ogni casa dei messinesi vi sono computer e stampanti per poter utilizzare al meglio i nuovi supporti e neppure le scuole sono attrezzate a dovere, insomma, una rivoluzione neppure a metà, forse ancora agli inizi. Dall’ altre parte vi sono i librai che ogni anno osservano i volti scuri dei genitori alle prese con l’ acquisto dei libri. «Andrebbe visto come un investimento per il futuro dei nostri figli e anche se mi rendo conto che la crisi a forte e la spesa non a certo irrisoria va anche considerata in prospettiva – sot tolinea Giuseppe Restuccia, titolare di una libreria specializzata in editoria scolastica – da quattro anni offriamo anche il servizio di vendita dei libri di seconda mano e del cambio, per venire incontro alle famiglie, ma anche noi sentiamo la crisi e lavoriamo solo pochi mesi l’ anno. Poco sfruttate inoltre, soprattutto in città, le potenzialità relative alle nuove tecnologie che invece rappresentano un valore aggiunto per il cartaceo». Per quanto riguarda l’ usato, sono tantissimi i ragazzi e i genitori che vi ricorrono, e in questi giorni, oltre alle librerie che offrono questo servizio, anche piazza Municipio, come ogni anno del resto, a diventata sede privilegiata di scambi e contrattazioni alla ricerca dell’ affare migliore, pure il “mercato dell’ usato ” peril fa i conti con la rivoluzione digitale e quindi spesso si a costretti ad acquistare il nuovo poiché provvisto del dvd divenuto obbligatorio. Si prova a risparmiare sul corredo scolastico, utilizzando magari lo zaino acquistato l’ anno passati e i più grandi cercano almeno per gli accessori di pesare il meno possibile sulle tasche di mamma e papà, «ho comprato il diario – racconta Ivan Cilione – in procinto di frequentare l’ ultimo anno alla scuola superiore – con i soldi che ho guadagnato con qualche lavoretto fatto in estate. Per i libri invece ci penserà mia madre, devo acquistarne quattro e la spesa non sarà inferiore ai 100 euro». Ma, per fortuna, c’ a anche chi affronta la spesa senza troppa paura pensando che comunque va fatta per una buona causa: «Abbiamo già comprato diario, astuccio e il necessario, adesso – dice Annamaria Lanza, mamma della piccola Giulia – chiediamo la lista dei libri e vediamo quello che ci aspetta».
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