25 Luglio 2007

“Liberi da ogm“ Un “Sì“ al futuro di qualità

A settembre la consultazione nazionale “Liberi da ogm“ Un “Sì“ al futuro di qualità

“La partecipazione è il sale della democrazia“. E` con questo incipit che Mario Capanna, presidente della Fondazione dei diritti genetici, ha lanciato la prossima iniziativa “in difesa dello sviluppo di qualità, dell`agricoltura“. Senza ogm. E settembre sarà un fiorire di iniziative in difesa della qualità. Anche perché il tempo stringe. Proprio la normativa europea prevede la consultazione popolare prima che gli ogm, sia pure nella forma della coesistenza, vengano definitivamente liberalizzati nella produzione. E` così che si punta a coinvolgere soprattutto, anzi innanzitutto i cittadini. Perché saranno proprio loro ad esprimersi in modo chiaro e con una firma apposita sugli Ogm. E il tutto avverrà in un bimestre “di consultazione nazionale“, dal 15 settembre al 15 novembre, nel quale verranno organizzate manifestazioni e assemblee di carattere nazionale e internazionale. “Con un dibattito – sottolinea Capanna – profondo, serrato e a tutto campo, soprattutto “aperto“, perché tutti coloro che intendono intervenire sul tema saranno chiamati a farlo“. Con un obiettivo ambizioso: raccogliere 3 milioni di voti, attraverso fac simili di schede referendarie che rispondono a una semplice domanda: “Vuoi che l`agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile e innovativo, fondato sulla biodiversità, libero da Ogm?“. E` sotto questo ombrello della campagna “Italia Europa Liberi da Ogm“ che si sono raccolte già numerose sigle: dall`Acli all`Adoc, e ancora Adusbef, Aiab, ma anche Codacons, Coldiretti, Confartigianato, Coop e Federconsumatori oltre a Greenpeace, Legambiente, Libera, Res Tipica, Slow food, Vas e Wwf. Il motivo di una così vasta partecipazione è presto detto: “Gli ogm non sono una soluzione ai problemi dell`agricoltura e dell`alimentazione del nostro pianeta“. E la prima organizzazione internazionale ad esserne convinta è proprio Slow Food, presente in 130 paesi e a contatto costante con migliaia di comunità nel mondo. La stessa che ha pienamente appoggiato la campagna “Liberi da ogm“ e proprio perché – sottolinea Capanna – “l`Italia è un paese che della tipicità agroalimentare ha fatto la sua bandiera“. Contro un mercato dell`agro business che ha mostrato in tante altre parti del mondo, a cominciare dall`India, gli effetti nefasti prodotti nel settore. E proprio questa consultazione potrebbe essere un ottimo input per il nostro governo dal momento, si pensi, che la Spagna ha presentato la richiesta di far entrare la dieta mediterranea nella lista del patrimonio dell`umanità dell`Unesco. Ma proprio nel nostro Paese si rischia, al contrario, di imprimere un brutto colpo alla qualità della produzione alimentare se i mercati fossero aperti al biotech. “Ed è per questi motivi – annota ancora Capanna – che occorre far presto“. E comunque, al momento, la campagna ha già visto dalla sua quasi 2.400 comuni pronti a dichiararsi “liberi da Ogm“. E` proprio l`aver messo in rete organizzazioni agricole movimenti e soggetti affinché “dialoghino“ è, secondo Capanna, il vero dato innovativo di questo progetto che mira a sostenere una piattaforma comune su temi di interesse prioritario. L`obiettivo resta: arrivare a far sì che il governo si esprima con nettezza contro gli ogm e in difesa dell`agroalimentare di qualità. Si partirà comunque dalla capitale il 10 settembre con una mobilitazione nazionale che coinvolgerà i dirigenti nazionali e locali di tutte le organizzazioni promotrici, per mettere a punto la macchina organizzativa alla vigilia della consultazione. Ma il programma è denso: manifestazioni a Milano, Firenze, Napoli (15 settembre), e confronto con il mondo istituzionale e politico sul senso della sovranità alimentare, e ancora incontro internazionale del mondo cooperativo (12 ottobre), giornata della sovranità alimentare organizzata dalle Ong di sviluppo (16 ottobre), artigianato agroalimentare (23 ottobre), giornata dell`ambientalismo (31 ottobre), confronto europeo sul biologico (8 novembre). “E` necessario – sostiene ancora Giuseppe Politi, presidente della Cia – valorizzare l`agroalimentare italiano“. E l`auspicio è anche che il governo e il parlamento intervengano per garantire la corretta informazione dei consumatori e la valorizzazione delle tradizioni produttive delle piccole imprese che utilizzano materie prime sicure e prive di ogm, affinché le aziende e tutto il “made in Italy“ alimentare possano mantenere un ruolo da protagonista nel mercato internazionale, chiosa ancora la Confartigianato Alimentazione e Cna Alimentare che condividono la piattaforma della consultazione. Il vero target è comunque aprire sul tema, come detto, un dibattito pubblico, che ha già ottenuto il patrocinio del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali retto da Paolo De Castro. Pecoraro Scanio rilancia: “L`Italia deve essere il paese capofila di un`Europa ogm free“. E settembre sarà davvero un vero banco di prova. Mentre i cittadini si cimenteranno sugli ogm, governo, parti sociali e parlamentari si incontreranno per mettere a punto “la proposta Paese“ che lo stesso De Castro dovrà difendere a Bruxelles quando riprenderà il negoziato sulla riforma europea del vino. L`auspicio resta: garantire un futuro di qualità e “ogm free“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox