Liberalizzazioni, stop dei benzinai
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fonte:
- Emilianet.it
Bersani: “Reazione spropositata“ Al via lo sciopero di 48 ore, che andrà avanti fino alle 7 di venerdì
Confesercenti: non è stata accolta nessuna delle nostre richieste
E` uno sciopero finora riuscito, secondo gli organizzatori, quello di 48 ore iniziato dai benzinai ieri sera alle 19.30. Secondo i sindacati di categoria, l`adesione e` molto alta, con punte fino al 95%, mentre quella media nazionale e` intorno al 92%. Le associazioni di tutela dei consumatori, che stanno monitorando la protesta, non segnalano per ora gravi disagi agli utenti; il Codacons pero` ha ricevuto mail di lamentele da parte dei cittadini per le code trovate ieri ai distributori per i rifornimenti in vista della serrata. Le modalità dello sciopero E` iniziato ieri sera alle 19.30 la serrata nazionale di due giorni dei distributori che durerà fino alle 7 di mattina di venerdì 8 giugno. Sulle autostrade i distributori saranno invece chiusi dalle 22 di questa sera fino alle 22 di giovedì 7 giugno. Inevitabili i disagi per gli automobilisti. Secondo Figisc-Confcommercio solo a Milano resteranno chiusi nove impianti su dieci. Poche le eccezioni. Alcune province del nord-est hanno dichiarato che non aderiranno allo sciopero. Sono Verona, Venezia, Padova e Treviso. Anche in Alto Adige i distributori rimarranno aperti. Le organizzazioni dei gestori accusano il governo “di fare il duro con i benzinai, troncando il dialogo con i gestori e chiudendo un occhio con i petrolieri“ e annunciano per domani 6 giugno un presidio in piazza Montecitorio. Al centro del contendere il disegno di legge sulle liberalizzazioni che punta a eliminare distanze minime e vincoli numerici per gli impianti e a rendere più flessibili gli orari. Nei giorni scorsi i gestori dei distributori di benzina, dopo un incontro con il presidente della Commissione di garanzia per gli scioperi Antonio Martone, avevano deciso di ridurre di 24 ore lo sciopero che in precedenza era stato programmato per tre giorni. Bersani: reazione spropositata Per il ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani lo sciopero é “una reazione spropositata“ e l`invito è a ricreare un clima di “ tranquillità “, nel “rispetto degli utenti“. La serrata, del resto, è l`ennesima tappa di un braccio di ferro tra gestori e governo che si trascina da mesi. Al centro il programma messo nero su bianco nel disegno di legge liberalizzazioni, che ha avuto un primo via libera dalla Camera e punta a eliminare distanze minime e vincoli numerici per gli impianti e a rendere più flessibili gli orari. Un piano che, secondo i gestori, favorisce la grande distribuzione. Due giorni di sciopero anche a Modena Lo sciopero dei benzinai, proclamato per il 6 e 7 giugno su tutto il territorio nazionale, non vuole essere contro una vera liberalizzazione del settore, ma contro i privilegi che, ancora una volta, vengono riservati alla grande distribuzione. E` infatti difficile sostenere che nel nostro Paese la rete di distribuzione dei carburanti sia carente: infatti in Italia i punti vendita sono 22.450 contro i 14.530 della Francia e i 15.770 della Germania, nazioni con un territorio molto più vasto e popolazione superiore, dove il carburante non costa certo più che da noi. Se i privilegi di cui gode la grande distribuzione fossero effettivamente `liberalizzati` e disponibili anche per i benzinai, siamo che i gestori potrebbero fare più concorrenza abbassando i prezzi dei carburanti su tutto il territorio e non solo in pochi impianti, magari molto distanti tra loro. Non molti sono a conoscenza del fatto che i gestori hanno un margine di soli 35 millesimi di euro per ogni litro di carburante erogato, e quindi non sono certo la causa degli aumenti selvaggi. E` evidente che la norma del Governo concederà, di fatto, la possibilità di aprire nuovi impianti esclusivamente ai centri commerciali della grande distribuzione, così come è avvenuto per i prodotti faramceutici `da banco`, riducendo il lavoro dei gestori degli impianti. Con ragione quindi il sindacato a cui aderiscono i gestori di carburante della Licom, Fegica Cisl, unitamente alle altre associazioni di categoria, ha organizzato 48 ore di sciopero dalle ore 19,30 del 5 giugno alle ore 19,30 del 7 giugno, inclusi self service e notturni, in autostrada dalle 22 del 5 alle 22 del 7 giugno. Anche a Modena, quindi, le pompe di carburante rimarranno chiuse, per dar modo di far riflettere il Governo su questa `finta liberalizzazione`. Alberto Carretti – Segretario provinciale Licom Faib Confesercenti: “Non è stata accolta alcuna richiesta della categoria“ Scatta questa sera la nuova serrata dei benzinai contro la liberalizzazione del settore lanciata dal ministro allo Sviluppo economico Pierluigi Bersani. La protesta, indetta dalla Federazione Autonoma Italiana Benzinai, Faib Confesercenti (associazione a cui fanno capo la maggioranza dei gestori della provincia di Modena) assieme alle altre sigle della categoria, terrà chiusi gli impianti fino a giovedì sera. E` previsto poi per domani, mercoledì 6 giugno 2007 alle ore 10, un sit-in in piazza Montecitorio (a cui parteciperanno diversi rappresentanti modenesi) per dare più forza alla protesta e portare all`attenzione dell`opinione pubblica e delle forze politiche le ragioni della categoria, che non si oppone alle liberalizzazioni ma chiede da subito una completa riforma del settore energia. Le pompe di benzina della provincia di Modena saranno quindi chiuse dalle 19,30 di oggi (martedì 5 giugno 2007) alle 19,30 di giovedì (7 giugno), ma saranno garantiti i servizi di emergenza su tutta la rete distributiva provinciale. “Al tavolo tra le associazioni di categoria e il rappresentante del ministero allo Sviluppo economico dei giorni scorsi spiega Mauro Candini, presidente regionale di Faib Confesercenti è mancata l`apertura necessaria per l`accordo. In particolare, colpisce l`insensibilità del Ministro Bersani che, di fronte ad uno sciopero destinato a recare disagi a milioni di cittadini e ad oltre 100 mila addetti della distribuzione carburanti, non ha sentito la necessità di riceverci per ascoltare le nostre proposte. Chiediamo la firma di un protocollo d`intesa con il ministro e i rappresentanti delle Regioni continua Candini che formalizzi il principio secondo cui per mettere mani in questo settore serve un`azione partecipata, delle linee guida e delle regole. In mancanza di un atto del genere da parte dell`esecutivo, la lotta dei gestori andrà avanti“. Le richieste della categoria, sollecitate in particolar modo dalla Faib, riguardano: la soppressione della norma sugli orari, la previsione di una indicazione legislativa all`esigenza di garantire la pluralità all`interno della concorrenza e programmazione regionale, l`allargamento delle opportunità imprenditoriali per il `non oil`, il riconoscimento del lavoro del gestore tra quelli usuranti, l`insediamento di un tavolo di confronto per le trattative in ordine alla vertenza Agip. “Nessuna di queste richieste è stata accolta dal Governo precisa Franco Giberti, presidente provinciale Faib . Abbiamo maturato la certezza che l`esecutivo procede a testa bassa, lungo una strada già tracciata, senza una volontà reale di ascoltare la categoria e contro i cittadini ai quali i gestori offrono il loro servizio. Il provvedimento del Governo non coglie l`elemento fondamentale della nostra piattaforma sulla necessità di separare la rete vendita dalla produzione, mentre evita di colpire i poteri forti, i petrolieri che dettano regole e prezzi. Le liberalizzazioni e la concorrenza sono sempre più un miraggio con buona pace dei cittadini consumatori. Andiamo, dunque, allo sciopero con la coscienza di aver tentato fino all`ultimo di esplorare anche i più piccoli spiragli di accordo. Ancora una volta ci scusiamo con i cittadini per i disagi che provocheremo con questa nostra agitazione, ma crediamo che lo sciopero rimanga l`unico estremo strumento per difendere il nostro lavoro, ma anche per garantire un mercato libero“.
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