Liberalizzazioni, protocollo per varare fasce protette
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fonte:
- Il Messaggero
La Regione pensa ad un protocollo per stabilire delle fasce orarie da garantire a tutela dei consumatori. Al termine dell’ incontro promosso dall’ assessore regionale al Commercio e tutela dei consumatori, l’ elemento più concreto è la proposta di accordo da sottoporre a comuni e associazioni di categoria per fissare fasce orarie protette nelle quali tenere aperti negozi o bar. Per il resto, l’ opposizione al dispositivo introdotto dal decreto Salva Italia, in vigore dal primo gennaio, rischia di diventare uno sforzo inutile. La Regione proverà comunque a vedere se c’ è spazio per limitare la normativa sfruttando magari altre competenze come quella sull’ ordine pubblico e porre così un freno alle nuove aperture cavalcando il rischio delle infiltrazioni criminose. Il settore commercio della Regione avvierà anche un monitoraggio sugli orari di apertura-chiusura per individuare poi quelli nei quali stabilire una sorta di precetto. I sindacati continuano a parlare di «impatto devastante», sbandierando il rischio di aumento dei prezzi veicolato dai nuovi costi indotti dagli orari extra large. Argomento opposto anche dal settore che, in più, paventa piaghe quali quella del lavoro nero con i rappresentanti che parlano di «accanimento verso il comparto» e di «effetti non determinanti vista la restrizione dei consumi». Intanto, ai comuni stanno arrivando segnalazioni a raffica sui nuovi orari adottati: «Comunicazioni delle quali – come fatto notare da un rappresentante della polizia municipale di Perugia – i dirigenti comunali non possono far altro che prendere atto». Si aspettano anche le mosse delle altre regioni, alcune delle quali avrebbero interpellato il Governo mentre la Toscana ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale. Con Federdistribuzione schierata a favore delle nuove regole, dai Consumatori non emerge una posizione prevalente. «Rileviamo posizioni anacronistiche – evidenzia Cristina Rosetti (Movimento difesa del cittadino) – e mai sottoscriveremmo documenti contrari alla legge, a meno che il Governo non decida di mitigare la normativa. Le liberalizzazioni sono anche un’ opportunità per creare nuovi posti di lavoro: tutto sta a come vengono utilizzati gli strumenti». «La legge è questa – aggiunge Carla Falcinelli (Codacons) – e sugli orari i singoli operatori è chiamato ad organizzarsi secondo le proprie possibilità». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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