1 Febbraio 2007

Liberalizzazioni? Libera nos a malo

Le sedicenti aperture al mercato del decreto Bersani. Nell energia restano le posizioni dominanti
Liberalizzazioni? Libera nos a malo

E stato sparso tanto fumo sulla questione delle liberalizzazioni, dice il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. “Non ho niente contro le liberalizzazioni – ha affermato il sindacalista -. Ma il Governo fino ad ora ha toccato solo piccole cose e ha evitato di affrontare i nodi seri, come quello dell energia, della nostra schiavitù dal tubo , del monopolio detenuto da gas russo e algerino“. Non resteremo fermi, ha aggiunto il leader della Cisl, “senza risposte, siano pronti a tornare alla protesta: lo sciopero è l unica arma a nostra disposizione“. E proprio in materia di monopoli è intervenuto anche l ex presidente dell Authority per l Energia Pippo Ranci: “Va separata la rete da chi la usa, per un motivo molto semplice: chi domina il mercato come fornitore non ha alcun interesse a favorire la concorrenza e quindi una gestione neutrale e più efficiente a favore di consumatori, aziende e Paese tutto“, ha dichiarato Ranci al Corriere della Sera. “Bisognerebbe essere esperti di finanza per proporre alternative, e io non lo sono. Il rischio di statalismo c è“, ha denunciato l ex presidente dell Authority per l Energia. Occorre, ha aggiunto Ranci garantire una “gestione stabile, efficiente e libera dal controllo di Eni ed Enel e capace di evolversi gradualmente nel senso della public company, potrebbe essere un bel passo in avanti“. Un argomento, quello del mercato dell energia, che sembra essere entrato al primo posto nell agenda del ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, dopo la lenzuolata di riforme che hanno scontentato tutte le categorie professionali. Ora il ministro pensa a una Borsa del gas per aumentare l offerta e far scendere i prezzi. Una sorta di futura Piazza affari del metano con l obiettivo di creare una maggiore liquidità e vivacizzare la concorrenza. Secondo Bersani gli operatori dovranno immettere quote di gas in una sorta di banca dove si potranno vendere e acquistare partite di metano. Oggi un meccanismo simile esiste già per l energia elettrica con una Borsa operativa dal 2004. Per il gas invece ad oggi esiste solo un punto di scambio virtuale sul sito di Snam Rete Gas attraverso il quale transitano però quantitativi ancora molto bassi. In futuro, invece, se il ddl di Bersani sarà approvato, in questo punto di scambio virtuale dovrà confluire gas derivante da due diversi canali; il primo attraverso il pagamento in volumi di materia prima delle tasse sullo sfruttamento dei giacimenti nazionali (royalties) da parte delle compagnie; il secondo canale è una quota di gas da pagare come corrispettivo per le nuove importazioni. Il punto di scambio virtuale, potrebbe in futuro, diventare una vera e propria Borsa del gas . Dunque, dopo le proteste e le mobilitazioni già annunciate dalle associazioni di consumatori ed esercenti, il ministro cerca di metterci una pezza . Proprio sul processo di liberalizzazioni in corso nei settori dell energia il presidente di Confservizi Raffaele Morese ha chiesto a gran voce “lo smantellamento delle posizioni ancora dominanti nei settori del gas e dell energia elettrica“. Dal prossimo luglio -ha osservato Morese – “la legge consente a ciascun cittadino di scegliersi il distributore di energia elettrica che ritiene più opportuno e conveniente ma da Roma in giù c è un unico distributore che è l Enel e sarà molto difficile per un qualunque meridionale potersi rifornire da altri gestori“. Quanto al gas, l accordo tra Eni e Gazprom, ha aggiunto Morese, “sembra un accordo fra il gatto e la volpe: sarà arduo sia per i distributori di gas sia per i cittadini vedere una competizione sui prezzi tra quelle due società. Di conseguenza, il Governo – ha sottolineato – dovrà definire una terza fase di liberalizzazioni per favorire più mercato a prezzi minori per questi due comparti decisivi per la vita economica e sociale del Paese“. Il Codacons ha sottolineato “la presenza di luci ed ombre su molti provvedimenti“ del decreto Bersani. Per l associazione infatti il pacchetto non tocca alcuni settori particolarmente sensibili per i cittadini, e non prevede interventi mirati al ribasso dei prezzi. Nel dettaglio i provvedimenti che il Governo ha omesso di adottare, e che consentirebbero un risparmio medio pari a 500 euro all anno per le famiglie riguardano risparmio, ortofrutta, telefonia, benzina, bollette, banche e trasporti. In particolare il Codacons ha rilevato che per i risparmiatori andrebbe introdotta da subito la class action in stile americano per consentire cause collettive contro potentati grandi e piccoli. Per quanto riguarda l ortofrutta andrebbero contemplati l esposizione da parte dei commercianti del doppio cartellino con il prezzo pagato all ingrosso e il prezzo finale al consumatore; inoltre un provvedimento che definisca “anomalo“, e quindi sanzionabile, il prezzo al dettaglio che aumenti di oltre il 60% rispetto a quello pagato al pregresso fornitore e per finire, incentivi alla vendita diretta produttore/consumatore, ossia mercati settimanali dedicati ai coltivatori, e non quote limitate nei mercati ordinari. Quanto alla telefonia, secondo l associazione dei consumatori, dovrebbe essere abrogata la voce “spese di spedizione bolletta“ a carico dell utente; maggiore trasparenza sulle tariffe e sul roaming internazionale; immediata liberalizzazione della telefonia mobile con l ingresso degli operatori virtuali e poi il prezzo degli sms andrebbe adeguato ai prezzi più bassi praticati all estero dalle compagnie telefoniche per lo stesso servizio. Confindustria, invece, ha sollevato perplessità sui provvedimenti che aboliscono il prezzo della ricarica telefonica e il blocco degli appalti per la Tav.

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