LIBERALIZZAZIONI Governo-farmacie: vincono le Coop
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fonte:
- La Padania
Il decreto competitività mette nelle casse della grande distribuzione un mercato da 2,6 miliardi di euro Luca Pesante Roma – Alla fine, chi ha vinto?. I farmacisti o il Governo? Si direbbe nessuno dei due, chiusi in un pareggio scontato della dialettica sciopero ad oltranza dei camici bianchi contro il noi non torniamo indietro di Palazzo Chigi. Il risultato finale è stato piuttosto un altro: fra i due litiganti, il terzo ha goduto. Il mondo della grande distribuzione ha portato a casa quello che desiderava, la vendita liberalizzata dei farmaci da banco, quelli senza l obbligo di ricetta: un mercato da oltre 2.5 miliardi di euro all anno. Tra loro molte catene delle cooperative, tanto vicine al attuale maggioranza ed impegnate in prima fila nei mesi scorsi nella campagna per portare pomate e compresse sui banchi frigo. Il pareggio, quello tra Governo e farmacisti, ha preso evidentemente corpo dopo la stretta di mano tra Bersani e i rappresentati di Federfarma, che hanno chiuso per il momento le loro azioni di protesta. “Siamo estremamente soddisfatti dell incontro con il ministro. Quello che volevamo era avere delle garanzie reali sul ruolo, presente e futuro, delle farmacie“, ha spiegato Giorgio Siri, presidente di Federfarma, al termine del tavolo di concertazione tra le associazioni di categoria e il ministro della Salute, il cui risultato è stata la revoca dello sciopero da parte dei farmacisti. “Il nostro timore -ha osservato Siri- era che portando il farmacista al di fuori del suo ambiente di lavoro, il nuovo ambiente fosse considerato una nuova farmacia. Un soggetto è tale perchè lavora con il suo ruolo nell ambiente preposto. Quindi, siamo d accordo con il ministro Turco che portare il farmacista in un nuovo ambiente, per vendere determinati farmaci, dia maggiore tranquillità agli utenti, per un supporto in più al cliente. Dopo l apertura del tavolo di concertazione, che ha avuto soluzione positiva, diamo l`obbligo da domani alle farmacie di riaprire“. Tra le due parti la giornata si è chiusa con una dichiarazione congiunta tra ministero della Salute e Federfarma: “Esprimiamo grande soddisfazione per l accordo raggiunto che ha consentito di riprendere il servizio farmaceutico assicurato dalle 16 mila farmacie private nelle sue forme normali già da domani mattina“. Quanto ai contenuti dell accordo raggiunto, gli elementi più rilevanti sono due: i nuovi spazi di vendita di farmaci senza obbligo di prescrizione non si potranno trasformare in farmacie e Ministero e Federfarma siederanno a un tavolo permanente per monitorare gli effetti del decreto sulle liberalizzazioni. “L`impegno che abbiamo condiviso è per il pieno rilancio della farmacia quale presidio insostituibile del servizio sanitario nazionale anche attraverso l ampliamento delle sue funzioni di assistenza al cittadino nell ambito delle strutture e dei servizi della medicina territoriale -prosegue la dichiarazione congiunta di Turco e Siri- Abbiamo poi convenuto sul fatto che i nuovi spazi di vendita di medicinali senza obbligo di prescrizione, previsti dal decreto sulle liberalizzazioni, non debbano in alcun caso trasformarsi in farmacie, impegnandoci contestualmente a monitorare gli effetti dei nuovi provvedimenti sul piano dei consumi al fine di evitare fenomeni di utilizzo improprio del farmaco“. Un pareggio che soddisfa le parti, sembrerebbe, almeno per ora. Intanto, con il via libera alle privatizzazioni previste dal decreto Bersani, le Coop si preparano a entrare in un mercato, quello dei farmaci da banco, che vale oltre due miliardi di euro. Nel novembre scorso Coop aveva lanciato la campagna “Farmaci più liberi, prezzi più bassi“ cui aveva fatto seguito il sostegno a una proposta di legge di iniziativa popolare volta a promuovere la liberalizzazione del mercato dei farmaci da banco. Nel progetto di legge appoggiato dalle Coop, e avallato da 174.722 firme raccolte, sono previsti appositi corner per la distribuzione di questi prodotti e la loro vendita dovrà essere accompagnata dalla presenza di un farmacista laureato. Per quanto riguarda la politica dei prezzi, Aldo Soldi, presidente nazionale Coop promette “un ricarico bassissimo sui costi dei farmaci che verranno venduti nei supermercati. Stimiamo che siano possibili sconti che vanno dal 25 al 50 per cento a seconda della categoria dei prodotti“. Per l`Anifa, l`Associazione nazionale dell`industria farmaceutica dell`automedicazione, nel 2005 il fatturato degli Otc (i farmaci da banco, per i quali è consentita la pubblicità) e delle specialità senza obbligo di prescrizione ha raggiunto i 2.119,6 milioni di euro. Il 72 per cento delle vendite ha riguardato i farmaci di automedicazione, mentre il 28 per cento i farmaci che non richiedono la ricetta medica. Si tratta, comunque, di un mercato in crescita se si confrontano questi numeri con i dati del Rapporto 2005 dell`Osservatorio sull`impiego dei medicinali del ministero della Salute che ha valutato in 2.041 milioni di euro la spesa del 2004. Complessivamente nel 2005 le vendite delle specialitaà per automedicazione hanno raggiunto 320,3 milioni di confezioni, ripartiti in 226 milioni di confezioni di Otc e 94 milioni di medicinali senza obbligo di prescrizione. Tra i farmaci da banco più venduti ci sono quelli per la cura di raffreddore e vie respiratorie (25 per cento), quelli per disturbi gastrointestinali (21 per cento), seguiti da analgesici e antidolorifici (20 per cento), in pratica due terzi del mercato totale. Chiuso per il momento il braccio di ferro tra Governo e Farmacisti, il decreto incassa anche il plauso degli esrtimatori della prima ora. “Partita la vendita dei farmaci da banco nei primi supermercati, il risparmio per i cittadini sarà pari a 424 milioni di euro all anno“. Lo sostiene il Codacons, stimando una media di sconto pari al 20%. “Checché ne dicano i farmacisti, i numeri parlano chiaro ed il risparmio per i consumatori è evidente oltre che sostanzioso“ afferma il Presidente Codacons Carlo Rienzi. Per questo pubblicheremo sul sito internet dell associazione tutti i punti vendita della grande distribuzione che venderanno tra i propri scaffali i farmaci senza obbligo di ricetta“.
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