Liberalizzazioni fallite, i prezzi volano
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Scandalosi rincari a due cifre in molti settori e addirittura superiori al 130% per il ramo Rc Auto
ROMA ? È un bilancio fallimentare per le tasche degli italiani quello delle liberalizzazioni dei servizi e dei prezzi: anzichè portare sollievo, l`apertura del mercato ha infatti coinciso con «scandalosi» rincari a due cifre in molti settori e addirittura superiori al 130% per il ramo Rc Auto. La denuncia arriva dall`Intesa dei consumatori che ha calcolato le ripercussioni sui prezzi delle liberalizzazioni attuate dall`inizio degli anni Novanta ad oggi. A guidare la classifica degli aumenti sono proprio le assicurazioni auto. A dieci anni dalla liberalizzazione, il rincaro per un settore in realtà ancora «protetto dal governo Berlusconi e dal ministro Marzano», afferma l`Intesa, è del 131,1%. Impennata anche per il gas delle bombole, +86% dal 1994 a luglio 2004, e per i medicinali a prezzo libero, +48,2% dal 1995 ad oggi. Le associazioni dei consumatori calcolano anche un rincaro di oltre il 40% in sei anni per i servizi bancoposta, mentre per benzina e gasolio l`aumento è stato rispettivamente dal 1994 ad oggi del 38,3% e del 37,1%. Anche voli aerei nazionali (liberalizzati nel `93), pane, zucchero e latte hanno subito aumenti superiori al 30%. «Per non parlare del settore bancario. – continuano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – Le tariffe sono sempre state libere, ma gli aumenti dal primo gennaio 2002 sfiorano il 30%». Le uniche diminuzioni consistenti sono invece quelle avvenute nel settore comunicazioni: nella telefonia fissa il calo è stato dal 1998 del 45% e nella telefonia mobile del 33% dal 1995 al 2004. «Il sottosegretario alle Attività produttive, Giovanni Dell`Elce – sottolinea l`Intesa – dopo tre anni di inerzia del governo per contrastare l`emergenza prezzi, ha annunciato l`ennesimo spot in merito a improbabili blocchi delle tariffe, come quello effettuato due anni fa dal premier i cui effetti non furono affatto registrati dai consumatori». Ma sono le liberalizzazioni finora effettuate (a parte il settore della telefonia), lamentano le associazioni, che «non hanno portato vantaggi nelle tasche degli italiani». Quindi, «piuttosto che fare la politica dell`annuncio estivo – osservano ancora – il governo farebbe bene ad intervenire nei settori dove i prezzi sono più cresciuti, imponendo ad esempio al settore assicurativo, di restituire agli utenti quanto indebitamente incassato con una diminuzione delle polizze del 12-18%».
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