Liberalizzazioni, è caos «I piccoli chiuderanno»
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fonte:
- La Nuova Venezia
Teoricamente si potrà fare shopping in Piazza San Marco nel cuore della notte o mangiare la pizza a Santa Margherita alle prime luci dell’ alba. Teoricamente. Perchè la Regione, a cui spetta la competenza in materia di commercio, ha già impugnato il provvedimento sulla liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali inserita nel decreto «Salva Italia» tenendo di fatto aperta la partita. In attesa di vedere come andrà a finire, le categorie – prima tra tutte la Confesercenti – fanno sentire la loro preoccupazione. Se è vero che Venezia in quanto città d’ arte gode già della possibilità di tenere aperti i negozi quanto e come vuole (ma comunque entro il limite delle 23), l’ apertura selvaggia nella vicina Mestre o Marcon potrebbe avere pesanti conseguenze sullo shopping in centro storico. «La liberalizzazione degli orari favorisce solo la grande distribuzione mentre penalizza i piccoli commercianti e i dipendenti, soprattutto le donne, che sarebbero costretti a tornare a casa magari a mezzanotte – spiega il presidente di Confesercenti Piergiovanni Brunetta – inoltre catalizzerebbe l’ attenzione sui centri commerciali che, soprattutto di domenica, rischiano di diventare l’ alternativa alla vita, alla passeggiata e allo shopping in centro storico». L’ incertezza, nel frattempo, regna sovrana. «Siamo in una situazione di caos totale – continua Brunetta – e ci troviamo di fronte al paradosso che vede il presidente del consiglio Monti firmare un decreto per una materia che non è di sua competenza. Una follia». La liberalizzazione potrebbe avere effetti pesanti anche su bar e ristoranti, oggi tenuti a rispettare un determinato orario. «Non credo che ci sarà qualcuno disposto a tenere aperto 24 ore su 24 – fa notare il segretario dell’ Aepe Ernesto Pancin – però è vero che la liberalizzazione degli orari è un’ opportunità che qualcuno coglierà. Ci sarà comunque la possibilità di lavorare in modo diverso anche se prima tutta la vicenda andrà valutata nel suo insieme». Nella baraonda di questi giorni, infatti, ancora non è chiaro quando inciderà la parola del sindaco e quanto peseranno le ordinanze per le zone come campo Santa Margherita. «Per Santa Margherita c”è un’ ordinanza imposta da esigenze di ordine pubblico – spiga ancora Pancin – e dunque non dovrebbe essere toccata». Però. Toccherà dunque al sindaco Giorgio Orsoni decidere come muoversi e non sarà facile. Se da una parte le categorie frenano, dall’ altro il Codacons è sulle barricate e annuncia di denunciare il goverantore Zaia all’ Antitrustl. «Nei suoi confronti sara’ chiesta una sanzione salatissima in relazione ai danni alla concorrenza prodotti – dice il movimento consumatori – Opporsi a un provvedimento che i consumatori chiedono da vent’ anni è assurdo e dannoso perchè liberalizzare il commercio vuol dire salvare migliaia di negozianti dalla bancarotta, far riprendere l’ economia e offrire maggiori possibilita’ ai cittadini». L’ associazione ricorda che le mancate liberalizzazioni nelsettore del commercio costano complessivamente ai cittadini 8 miliardi di euro: 5,5 miliardi a causa del ritardo nel commercio al dettaglio alimentare, e 2,5 miliardi per il commercio al dettaglio non alimentare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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