13 Febbraio 2007

Liberalizzazioni, avviso dei consumatori: niente pasticci



Decisamente fitta l`agenda di Camera e Senato, già da questa settimana: tra aula e commissioni, il tempo a disposizione per portare a termine alcune delle riforme su cui più ha premuto il governo non è molto. E infatti il ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani non esclude che “potrebbe servire anche la bicamerale inserita nella riforma delle Authority. Sarebbe – ha precisato in un`intervista a Il Sole 24 ore – un elemento di fluidificazione dei rapporti Esecutivo-Parlamento“. Ma proprio sull`onda di ipotesi di nuove lenzuolate, arriva lo stop di alcune delle più attive associazioni di consumatori. “Prima di procedere ad altre liberalizzazioni – scrivono in una nota congiunta Adusbef e Federconsumatori – è necessario consolidare i due provvedimenti già presi“. “Va bene dare l`impressione di tracciare un percorso – dice al VELINO il segretario nazionale dell`Adiconsum Paolo Landi – ma cominciamo a portare in porto queste cose“. Il casus belli è l`ipotesi di un congelamento sulla questione dei costi delle ricariche telefoniche, contenuta nell`ultimo decreto Bersani, che potrebbe slittare a luglio se non addirittura a settembre. L`escamotage – denunciano i consumatori – sarebbe un emendamento ad hoc inserito durante i lavori in commissione su pressione delle stesse compagnie telefoniche, giustificato da queste con la necessità di provvedere a un adeguamento tecnico. “Quando si fanno annunci sui conti correnti bancari, sui mutui o sulla telefonia, ogni passo indietro significa mettere a repentaglio la stessa credibilità del governo“ si legge nella nota di Adusbef e Federconsumatori, che si dicono al momento deluse dai risultati concreti della prima lenzuolata di Bersani, otto mesi fa, e non nascondono analoghi timori per l`ultimo decreto. “Le compagnie telefoniche devono adeguarsi subito e nessun rinvio deve essere loro concesso – sottolinea il presidente del Codacons Carlo Rienzi – perché anche una sola settimana comporterebbe un ingente danno economico agli utenti, per anni sottoposti a questo odioso balzello“. Netta anche la posizione di Paolo Landi: “Siamo assolutamente contrari a questa ipotesi, non c`è alcun bisogno di far slittare i termini per dar tempo a un adeguamento tecnico semplicissimo e già previsto nel testo del decreto“. Landi insiste poi sulla questione della confrontabilità reale dei piani tariffari: è nello spirito del provvedimento e deve restare la prima cosa, ma per attuarla bisogna intervenire anche sulla questione dello scatto alla risposta, che attualmente è un assurdo premio all`inefficienza. Nel mirino anche le frequenti cadute di linea, tecnicamente difficili da spiegare e comunque non imputabili ai consumatori – che raddoppiano il costo delle chiamate a vantaggio delle compagnie.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox