1 Dicembre 2009

Liberalizzazione Farmacie, asse Lega-Pd sugli orari

 PADOVA Partito democratico e Lega nord contro Popolo della libertà. Un’alleanza trasversale, a favore della liberalizzazione degli orari delle farmacie, che mette in minoranza il partito del governatore (ancora per poche settimane) Giancarlo Galan. Lunedì scorso, sempre dalla Sala Gruppi di Palazzo Moroni, era partita l’accusa del consigliere regionale del Pdl, Raffaele Zanon: «La proposta di legge, firmata insieme da Pd e Lega e volta a dare l’opportunità ad ogni singolo farmacista di tenere le serrande alzate a proprio piacimento, è assolutamente iniqua aveva detto Zanon L’abolizione del limite attuale fissato in 40 ore settimanali, infatti, penalizzerebbe fino a farle morire le piccole farmacie».  La replica è giunta ieri, per bocca del capogruppo del Pd in Regione, dei suoi compagni di partito, Diego Bottacin e Giampietro Marchese e dei leghisti Vittorino Cenci e Federico Caner: «Siamo convinti hanno spiegato in coro, insieme con i rappresentanti di Federconsumatori, Codacons, Federfarma ed Assofarma che l’approvazione di questa legge comporterà soltanto vantaggi per i consumatori. Gli orari d’apertura delle farmacie saranno davvero senza limiti e si estenderanno maggiormente alla sera, di notte, al sabato e alla domenica, a seconda delle esigenze dei cittadini. Molte regioni d’Italia hanno già messo in atto questa nuova liberalizzazione e per le farmacie più periferiche e decentrate non c’è stato alcun problema».
 

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