«Liberalizzare, ma così il cittadino rischia»
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – L`idea di vendere i farmaci nei self service non convince il Codacons. L`associazione mette in guardia dalla proposta avanzata dall`Antitrust perché, sostiene, ci sarebbero «vantaggi solo per le farmacie». Meglio sarebbe vendere i medicinali nei supermarket. «Una misura del genere – commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – favorirebbe solo le farmacie e l`acquisto indiscriminato dei farmaci, ma non avrebbe alcun effetto sul prezzo dei medicinali». «L`unico provvedimento utile e vantaggioso per i consumatori – conclude Rienzi – è quello di consentire la vendita di farmaci da banco nei supermercati, sotto l`occhio vigile del farmacista, il che consentirebbe anche un risparmio sui prezzi fino al 30%». La vendita dei farmaci nei self service può destare perplessità ma, secondo Cittadinanzattiva, «è comunque necessario liberalizzare la distribuzione». L`associazione si augura, pertanto, che questa proposta possa far riprendere in considerazione la vendita dei farmaci da banco nei supermercati». «Condividiamo le preoccupazioni – ha detto Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva – Il richiamo dell`Antitrust però sottolinea ancora una volta la necessità che nel nostro Paese si dia la possibilità anche alle grandi catene di distribuzione di vendere farmaci da banco, magari con la presenza di un farmacista in loco. D`altronde quest`ipotesi è stata da noi avanzata al ministro Storace in occasione dell`incontro sul decreto sui prezzi dei farmaci. Ma dopo un`iniziale apertura tutto si è arenato».
«Con i farmaci non si scherza, c`è sempre bisogno del farmacista e non è attaccando un distributore al muro che si risolve il problema». È quanto sostiene il presidente dell`Anifa Angelo Zanibelli. La segnalazione dell`Antitrust non piace ai farmacisti ma neppure ai produttori di farmaci di autocura, proprio quelli per i quali è richiesta una espansione delle vendite anche in latri canali. «Sostenere che un distributore automatico su un muro della farmacia e riempito da un farmacista garantisca la sicurezza dei cittadini – dice Zanibelli – non è credibile. Ciò che conta è che il cittadino sia messo nelle condizioni migliori per fare la propria scelta responsabile e in sicurezza».
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