L’hospice non va privatizzato
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fonte:
- La Città di Salerno
Il Codacons accusa: "Se l’Asl affida ad altri le attivitá significa che viene meno ai propri doveri istituzionali" " Continua a far discutere la possibile privatizzazione dell’hospice oncologico di Sant’Arsenio. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, all’allarme lanciato dai sindacati della Cgil aveva risposto il direttore generale dell’Asl Sa 3, Donato Saracino, confermando che "la scelta dell’azienda sanitaria è per ora solo quella di estendere l’assistenza domiciliare integrata all’hospice di Sant’Arsenio, tramite la Medicasa". " L’esigenza di non esternalizzare la gestione dell’hospice oncologico era stata poi ribadita nella riunione svoltasi a Napoli venerdì, e nella quale il presidente della commissione sanitá della Regione, Angelo Giusto, aveva ascoltato sindaci, rappresentanze sindacali e operatori del settore sanitario sulle problematiche inerenti gli ospedali di Sant’Arsenio e Polla. Lo stesso Giusto aveva infatti ribadito di preferire una gestione totalmente pubblica della struttura sanitaria santarsenese. Ma la preoccupazione resta, e sull’argomento interviene ora anche il Codacons di Sala Consilina, con una nota a firma del responsabile Roberto De Luca. "Attraverso la sua direzione generale – scrive De Luca – l’Asl ha affermato che è più conveniente, per il suo bilancio, affidare ai privati la gestione dell’hospice, che è un piccolo reparto (10 posti letto) dove vengono alleviate le sofferenze degli ammalati terminali di cancro, e dove più alta dovrebbe essere la spinta di solidarietá da parte della societá tutta verso gli ammalati". " Secondo il responsabile del Codacons, un’azienda sanitaria che affidasse un reparto così delicato ai privati, farebbe bene a chiudere tutti i suoi ospedali. "E’ come se la polizia o i carabinieri affidassero il pattugliamento di un intero quartiere alle auto della vigilanza privata – insiste De Luca – L’hospice dell’ospedale "San Carlo" a Potenza è gestito direttamente dall’azienda ospedaliera, con proprio personale. L’Asl Sa3, che ha i locali e il personale idoneo per il servizio, non dovrebbe rinunciare ad essere un luogo dove si pratica (e non si predica soltanto) solidarietá".
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