27 Ottobre 2020

Lezioni online o all’aperto, così le palestre cercano di reagire al lockdown

 

di Andrea Gagliardi Lezioni su skype o zoom, collegandosi da casa con il personal trainer per continuare ad allenarsi. Servizi outdoor. E possibilità per gli abbonati di noleggiare le attrezzature, accollandosi l’onere di trasportare cyclette e tappetini. Così molte palestre si stanno attrezzando per resistere al mini-lockdown. «Gli abbonamenti e il pagamento delle quote mensili sono sospesi fino alla riapertura del tuo Club e i giorni di ottobre verranno recuperati, ma con solo 4,90€/mese potrai mantenere attivi i contenuti digitali e portare a casa con te l’allenamento Virgin Active» scrive ai suoi abbonati il circuito di palestre Virgin. «Da lunedì mattina tutte le nostre lezioni continueranno regolarmente online agli stesso orari e giorni. Nessuno può fermare la danza. Nessuno può ostacolare il movimento. Continuiamo a lottare per avervi al più presto in presenza e in sicurezza come stava avvenendo» si legge sul sito della palestra romana ASD Monteverde Danza e Movimento. Ma c’è anche chi come Andrea Lauretti, gestore della Training Space a Roma avvisa: «Abbiamo lavorato e speso tanto per garantire l’igienizzazione. Lo abbiamo fatto dopo tre mesi pesanti di lockdown con clienti comunque dimezzati. Ora questa nuova chiusura rischia di mandare al tappeto tutto il settore. Le grandi palestre forse ce la faranno, ma se il periodo di lockdown si prolungherà i piccoli e medi impianti come il nostro saranno i primi a fallire».

Le chiusure malgrado le misure di sicurezza adottate

Le palestre avevano riaperto lo scorso 25 maggio, dopo la chiusura forzata per l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del COVID-19. Lo avevano fatto con stringenti misure di sicurezza, dalla riorganizzazione degli gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro, alla sanificazione degli attrezzi ai dispenser con prodotti igienizzanti per le mani. Misure che non sono bastate a evitare la chiusura fino al 24 novembre, così come previsto dall’ultimo Dpcm.

Il nodo dei rimborsi

Gli indennizzi ai proprietari per i cali di introiti sono attesi nel decreto ristori in arrivo. Ma resta sul tappeto anche il tema dei rimborsi per chi non vuole o non può seguire le lezioni online. In occasione dello scorso lockdown, in alternativa ai rimborsi, il decreto rilancio aveva previsto voucher previsti dal decreto Rilancio per indennizzare chi non aveva potuto utilizzare il suo abbonamento per frequentare la palestra. Voucher di pari valore «incondizionatamente utilizzabile presso la stessa struttura entro un anno dalla cessazione delle predette misure di sospensione dell’attività sportiva». Rimborsi in denaro degli abbonamenti a palestre, piscine e centri sportivi chiusi per effetto del nuovo Dpcm varato dal Governo li chiede già il Codacons, pronto a iniziative legali a tutela degli utenti se non ci saranno «rimborsi in denaro per abbonamenti a palestre e piscine, proporzionali al periodo di chiusura degli impianti».
Il costo dei servizi

In Italia il costo medio di un abbonamento annuale in palestra è pari a 450 euro mentre i corsi di nuoto costano mediamente 650 euro all’anno, sostiene il Codancons, evidenziando che pertanto ogni abbonato alle palestre ha diritto in media a 37,5 euro di rimborso per le palestre e 54 euro circa per le piscine.

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