18 Novembre 2020

Lezioni in aula o Dad: l’ultima parola al Tar I sindacati ora frenano

 

Oggi è il giorno in cui i giudici amministrativi decideranno se le scuole dovranno rimanere aperte, accogliere normalmente gli studenti per fare lezione in presenza, o chiudere per frenare la propagazione del virus. È atteso per la tarda mattinata il giudizio di merito del Tar Puglia, che in composizione collegiale tornerà a esaminare l’ordinanza con cui il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, 28 ottobre scorso ha fermato la didattica in presenza, ritenendo che stare in classe per tante ore potesse rappresentare un ulteriore pericolo per la diffusione del contagio. Ad avallare questa tesi l’assessore alla Sanità regionale, Pierluigi Lopalco, che proprio ieri nel corso della trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora” è tornato a ribadire: «Fosse dipeso da me le scuole non le avrei aperte nemmeno a settembre. Una mia personale opinione, le avrei lasciate chiuse un altro po’, magari tenendole aperte ad agosto». Chi la spunterà: la Regione o i genitori che hanno presentato ricorso contro l’ordinanza Il provvedimento del governatore Emiliano era stato subito stoppato dal Tribunale amministrativo, che lo aveva sospeso in via cautelativa in attesa del giudizio di merito che arriverà appunto oggi e non più il 3 dicembre (data fissata inizialmente), dopo che la Regione – forte della sentenza del Tar della Campania che nei giorni scorsi aveva respinto il ricorso delle famiglie contro lo stop delle lezioni – ha chiesto di anticipare l’udienza Ricapitolando: prima l’ordinanza del governatore di stop (il 28 ottobre) anche per le elementari e medie, poi la sospensiva del Tar dopo il ricorso contro il provvedimento di chiusura formalizzato da un gruppo di genitori. Infine, l’invito di Emiliano a tenere i bambini a casa e a pretendere la Dad (Didattica a distanza). Insomma, un balletto di provvedimenti tra governo, regione e ministero che negli ultimi dieci giorni ha mandato in tilt le famiglie, che ora attendono con ansia il giudizio in cui si è costituito pure il ministero dell’Istruzione un atto tecnico per avere accesso agli atti. La questione scuole continua, quindi, ad essere al centro del dibattito in Puglia. Diverse famiglie ritengono che l’ordinanza di Emiliano debba comunque essere abolita. Oltre a quello del Codacons, un altro ricorso, in questa direzione, è stato formalizzato il 13 novembre scorso a nome di alcuni genitori rappresentati dall’avvocato Pietro Quinto.

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