“L’ex direttrice dell’Unicredit firmava strani rendiconti”
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fonte:
- Il Resto del Carlino
«CI FORNIVA il rendiconto dei nostri risparmi su carta intestata dall’Unicredit. Una parte era stampata, l’altra veniva aggiunta dall’allora direttrice Maria Carmela Maniscalco. In fondo al foglio poneva il timbro della banca e la sua firma. A noi sembrava tutto regolare, ci fidavamo. Abbiamo scoperto tutto grazie ai giornali». Roberto Ligabue, (foto in alto) 45 anni, impiegato all’Ausl, mostra i rendiconto che gli forniva la Maniscalco, ex direttrice della filiale Unicredit in via Gattalupa accusata di appropriazione indebita per i soldi spariti dai conti corrente e dalle gestioni finanziare dei clienti. Fogli che smentirebbero quanto affermato nei giorni scorsi dalla ex direttrice, che negava categoricamente l’esistenza di questo tipo di rendiconto. Invece, quei fogli compaiono nelle mani di molti risparmiatori che ieri mattina l’associazione dei consumatori Codacons ha riunito all’hotel Europa per firmare due raccomandate, una con la richiesta dei rendiconti completi dei conti relativi agli ultimi dieci anni, l’altra per riavere il denaro che è venuto a mancare (e che la banca ha detto che rimborserà fino all’ultimo centesimo fatte le dovute verifiche). «È la banca che deve rispondere nei confronti del cliente per l’operato della sua direttrice continua Ligabue Io, la mia famiglia, mia madre di 72 anni e mio padre di 76, siamo tutti rimasti senza un soldo: il lavoro di una vita si è volatilizzato». UNA SITUAZIONE comune a tante famiglie. «Avevamo sei conti e nella gestione patrimoniale abbiamo avuto tutti ammanchi notevoli dice Pietro Amico, 37 anni, restauratore Mia sorella, che era amica della direttrice, è rimasta completamente all’asciutto. E abbiamo scoperto tutto dalla stampa. A un mio amico che ha il conto nella stessa banca, ma gestito da un altro impiegato, non manca un centesimo. Perchè?» La rabbia dei risparmiatori è tanta, non solo per la perdita dei soldi, ma anche per il crollo del rapporto di fiducia che si era venuto a creare tra la direttrice e tanti suoi clienti. «La conosco da una decina di anni, la credevo un’amica», dice il medico Fernando Panciroli (foto in mezzo). Dal suoi conto corrente non manca nulla, i "buchi" sono negli investimenti. «Quando chiedevo il rendiconto continua Panciroli la Maniscalco stampava un foglio della banca, poi faceva aggiunte a mano e alla fine tirava le somme, tutto firmato e timbrato dalla banca». Firma e timbro che mettevano sicurezza, tanto che a Panciroli non erano mai venuti sospetti, nemmeno quando il figlio aveva tolto il suo conto dall’Unicredit di via Gattalupa. «Aveva fatto vedere la sua situazione finanziaria a un altro consulente, che gli aveva segnalato alcune irregolarità del conto», spiega il medico. AI CLIENTI mancano soldi soprattutto sugli investimenti, ma a qualcuno sono stati fatti "strani prelievi" anche sul conto corrente. «Mi sono accorto che c’era qualcosa che non andava quando sono andato a fare bancomat spiega Paolo Camotta, (foto in basso) operaio di 40 anni Nel foglietto riepilogativo ho visto che erano stati prelevati 10mila euro. Così ho chiamato la Maniscalco che mi ha risposto di averli spostati nei fondi perché fruttassero di più. Invece sono spariti». "Ama il cliente tuo come te stesso" è il motto della Maniscalco, ma molti risparmiatori della filiale di via Gattalupa hanno dubbi sulla sua effettiva applicazione.
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