9 Gennaio 2008

L’evasione fiscale fa aumentare i prezzi

Un’indagine della Finanza partita grazie ad un esposto del Codacons L’evasione fiscale fa aumentare i prezzi Controllati per 20 giorni i mercati ortofrutticoli di Mestre e Chioggia

 
 
 
L’indagine era partita in autunno grazie ad un esposto dei consumatori del Codacons: l’ipotesi di reato era gravissima, aggiotaggio. Gli accertamenti della Guardia di finanza, che ha controllato i mercati ortofrutticoli all’ingrosso di Mestre e di Chioggia dall’1 al 24 ottobre, hanno messo in luce numerose evasioni fiscali che, stando al procuratore aggiunto Carlo Mastelloni, può essere uno dei fattori che hanno causato l’aumento notevole dei prezzi della frutta e della verdura. L’aggiotaggio, cioè il rialzo o il ribasso dei prezzi in modo fraudolento, è punito con la reclusione fino a tre anni e inizialmente l’ipotesi degli investigatori è che fosse stato formato un cartello di produttori o, comunque, di grossisti che dettava legge sui prezzi. Gli accertamenti delle fiamme gialle del Nucleo di Polizia tributaria, però, l’avrebbero escluso, ma hanno messo in luce altro. "Il problema del rincaro dei prezzi nei mercati ortofrutticoli – spiega il magistrato che ha coordinato le indagini, il procuratore aggiunto Carlo Mastelloni – passa anche attraverso casi di presunte evasioni". Sarebbero emerse "concrete possibilità di accumulazione di risorse in nero – sottolinea – visto che il regime fiscale dei prodotti agricoli oggi prevede la forfettiziazione dei redditi dichiarati e quindi il pagamento alla stregua formale delle tabelle di ettorocoltura". "Il problema – sostiene Mastelloni – rientra in una prassi che vede gli stessi conferire i prodotti non a peso, come dovrebbero, ma a confezionamento". Questo avviene in particolare al mercato di via Torino, dove chi porta i prodotti da mettere in vendita – produttore o grossisia che sia – non denuncia il peso esatto di ciò che coinferisce, ma si limita ad indicare il numero di colli, dentro i quali, però, possono starci molti chili in più di quelli previsti dalle tabelle. E con i controlli di ottobre, i finanzieri hanno scoperto anche un evasore totale. Al Mercato ortofrutticolo di Chioggia, gli investigatori, invece, hanno scoperto che, ad esempio per quanto riguarda il radicchio di cui i coltivatori chioggiotti sono grandi produttori, gli operatori entrano senza alcun documento, per cui le fatture possono riportare quantitativi fantasiosi, anche perchè non esiste alcun controllo. Non solo, un altro sistema per evadere le tasse viene facilitato dalla normativa. Le leggi permettono ai coltivatori di dichiarare una produzione e quindi un reddito forfetizzati, esistono cioè le tabelle che indicano il prodotto medio per ogni ettaro di terreno coltivato. Spesso, per quanto riguarda il radicchio, il raccolto supera la produzione media e tutto ciò che viene piazzato in più c’è chi lo vende in "nero", senza denunciarlo. E sarebbero proprio queste manovre ad alterare il meccanismo della domanda e dell’offerta: i prezzi, infatti, aumentano se la richiesta è maggiore di ciò che arriva al mercato. Se si altera l’indicazione dell’offerta, facendola apparire minore visto che non viene dichiarata una notevole quantità di prodotto che arriva egualmente al mercato ma in modo clandestino, i prezzi aumentano. E’ probabile che nelle prossime settimane l’indagine sull’ipotesi di aggiotaggio finista con una richiesta di archiviazione, mentre proseguano gli accertamenti sulla presunta evasione fiscale, che a Chioggia potrebbe coinvolgere una sessantina di operatori.

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