L?euro ci toglie anche il cornetto
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fonte:
- Il Tempo
Aumenti dal 16 al 20 per cento per le macchinette di bibite e merendine
I rincari immotivati hanno cancellato il «sacro rito» della colazione consumata al bar
CARO euro, chi l`avrebbe detto che proprio tu, monetina nuova e timida, che ti nascondi negli angoli più reconditi del borsellino, frammentata in tanti centesimi, avresti costretto i romani a cambiare le loro abitudini?
E invece e proprio così. E a nulla serve rimpiangere quelle che tutti ormai definiscono le «care vecchie lire», care alla memoria perché non lo erano altrettanto per il portafoglio.
E che consentivano a tutti quei piccoli «vizi» quotidiani che con l`euro ormai sono diventati un lusso. Così, l`abitudine di fare colazione col cornetto e cappuccino al bar, e magari offrire il caffè ad un amico o a una collega, abitudine quotidiana comune a molti, con gli eurorincari comincia a pesare un po` troppo sul portafoglio (circa il trenta per cento in più) e si avvia a diventare un vero e proprio status symbol. E quel che è peggio, con le care vecchie lire, si avvia sul viale del tramonto anche l`usanza tipicamente romana del «caffè pagato», al bar, un danno per il nostro patrimonio tradizionale.
Colazione a casa, quindi, per chi vuol sopravvivere nell`era dell`euro, rinunciando all`espresso del barista di fiducia, ma forse guadagnandoci nel tempo dedicato alla famiglia.
E per gli inconsolabili e i depressi si sconsiglia di affondare i dispiaceri nei peccati di gola, per esempio quelli della pausa in ufficio a metà mattinata, tanto cara ai romani: ecco che si presenta di nuovo lo spauracchio dei rincari al bar, per non parlare delle macchinette distributrici di bibite e merendine: anche quei surrogati spesso provvidenziali, sono aumentati per un prezzo che varia dal 16 al 20 per cento.
La Città Eterna è per sua natura capitale burocratica del Paese: come consolare i migliaia di impiegati statali che sono costretti a riversarsi all`ora di pranzo in rosticcerie e fast food? Si consiglia di passare (per chi non lo faceva già) dall`alimentari sotto l`ufficio, o di arrangiarsi con un portapranzo portato da casa. Anche se gli aumenti, come sottolinea il Codacons, sono stati più incisivi proprio sui beni di primo consumo, con il risultato che la spesa al supermercato ha subito un aumento del 30 per cento. Tornare a casa dopo una giornata di lavoro senza aver speso circa 15 euro solo per le piccole spese quotidiane divise tra bar, edicole (aumento dei quotidiani), tabaccherie (aumenti delle sigarette), è una vera scommessa. L`unica che forse molti romani si possono sicuramente permettere, considerato che anche tentare la fortuna costa di più: il Lotto, tanto amato nella Capitale ha visto un aumento del 93 per cento delle giocate minime. Poi c`è il weeck end: più che un piacere, una sfida: potremo permetterci sempre meno le gite «fuori porta», per gli aumenti nei ristoranti, ma anche il fine settimana al mare sarà più «salato»: anche i prezzi dell`affitto di sdraio e ombrellone sul litorale hanno subito i soliti ritocchi.
Cosa resterà delle abitudini dei romani? Forse starsene seduti sul terrazzo di casa a godersi il fresco del «Ponentino».
Ma quello non era già sparito?
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