Lettere
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fonte:
- Italia Oggi
E così a 15 anni da Cirio, vogliono raccontarci che ci sono ancora poveri italiani che investono tutti i loro risparmi, dico tutti, nelle obbligazioni di una società e il fatto che fosse una banca, come nel caso delle quattro salvate, non cambia molto. In questi 15 anni c’ è stata Parmalat e molto altro. Fino al Monte dei Paschi, le cui azioni erano come lingotti d’ oro e han bruciato valore a palate. Ora però il quadretto dei poveri correntisti che non sapevano quello che facevano, violentati da bancari disposti a tutto, non regge più, si mettano l’ animo in pace Adusbef, Codacons, Federconsumatori e compagnia cantante. Il giochino è noto: è quello della socializzazione delle perdite, a carico del contribuente, mentre i rendimenti di quei titoli erano privatissimi, di chi li deteneva. Un giochi che però non può funzionare in eterno. Non voglio che i soldi delle mie tasse (che sono così alte e, per conseguenza il reddito disponibile così basso, che la mia banca non ci prova nemmeno a propormi un titolo che sia uno) vadano a coprire la dabbenaggine altrui, nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, che vadano a fornire loro, grati ed ex-post, un bel fondo oscillazione titoli. Ma sono pessimista, vedo al lavoro i lucratori di vantaggio politico a buon mercato, pronti a far da megafono al coro dei piangina. E un ministro che parla addirittura di aiuto umanitario.Comunque, chi prende i miei soldi per ripagare le speculazioni altrui, sappia che non avrà il mio voto. Carlo Raddi
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