23 Luglio 2011

Lettera shock del Tesoro: restituite il bonus bebè con sanzioni

Lettera shock del Tesoro: restituite il bonus bebè con sanzioni
 

 
ROMA – «Caro Matteo, felicitazioni per il tuo arrivo! E´ il presidente del Consiglio a scriverti per porti la prima domanda della tua vita: lo sai che la nuova legge finanziaria ti assegna un bonus di 1.000 euro? I tuoi genitori potranno riscuoterlo presso questo ufficio postale. Un grosso bacio». Firmato: Silvio Berlusconi. Era il 2005. XIV legislatura. Il governo decide di premiare i bebé in arrivo nelle famiglie italiane, per il 2005 e il 2006, con un bonus di benvenuto: mille euro a testa. In 550 mila case arrivano lettere simili a quelle inviate a Matteo. Semplice. Basta un documento del genitore e del bimbo e un´autocertificazione alle Poste. Unico requisito, inserito nell´allegato alla lettera, è avere un «reddito complessivo» non superiore a 50 mila euro. Ma lordo o netto? Nessuno lo indica, nessuno lo spiega. Cinque anni dopo, stesso presidente del Consiglio. Matteo è un bimbo sereno e vivace. I suoi genitori un po´ meno. In questi giorni, nella cassetta della posta hanno trovato un´altra lettera, dai toni decisamente più austeri. Il dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, dunque il ministero dell´Economia, li accusa di «aver riscosso illecitamente» quel denaro perché il loro reddito superava i 50 mila euro. Invoca il codice penale: «truffa ai danni dello Stato», «falsità ideologica». Chiede di restituire i soldi «entro 30 giorni». Li avverte che «sarà fatta apposita segnalazione alla Procura della Repubblica». E che se il giudice penale riconosce «la punibilità della falsa autocertificazione» dovranno versare anche la sanzione amministrativa «pari a tremila euro». Nella situazione dei genitori di Matteo, ci sono 8 mila famiglie italiane su 550 mila ex beneficiari del bonus bebè, quasi tutte incorse nello sforamento del tetto di reddito per una cattiva interpretazione dell´allegato alla lettera di Berlusconi. Lo conferma il sottosegretario con delega alla Famiglia Carlo Giovanardi («Non è uno scandalo, ma sono sbagliati i toni della lettera», dice a Radio24). Lo ribadisce il Codacons, a cui sono giunte in questi giorni centinaia di segnalazioni, pronto lunedì a presentare un esposto all´Antitrust «per pubblicità ingannevole». Due i motivi: la lettera di Berlusconi dava per scontato il diritto della famiglia a riscuotere il bonus. Secondo, nell´allegato si menzionava un reddito «complessivo», senza altro specificare.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox