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24 Settembre 2002

Lettera inerente alla consultazione pubblica della commissione europea sullo stato di attuazione della direttiva generale sulla privicy la n. 95/46/CE

Roma 24 settembre 2002

Ill.ma
Commissione Europea
DG Mercato interno
Protezione dei dati
C-100 6/14
B-1049 Bruxelles Belgio

Oggetto: Pubblica consultazione della Commissione Europea sull’attuazione della direttiva n. 95/46
Rif. 11. F/PRIVACY
 

Il CODACONS, Coordinamento delle Associazioni a tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori e degli utenti, è un’associazione senza fine di lucro che per statuto persegue il fine di garantire standard di qualità, efficienza e correttezza nei rapporti contrattuali e nell’erogazione dei servizi pubblici.

Il CODACONS, con decreto Ministeriale pubblicato su G. U. del 15 maggio 2000, è stato iscritto nell’elenco delle associazioni rappresentative a livello nazionale per la difesa dei diritti dei consumatori e degli utenti ai sensi ed agli effetti dell’art. 5 della Legge 30 luglio 1998, n. 281.

Nel mese di luglio 2001, la scrivente Associazione ha istituito in Roma, Viale G. Mazzini n. 73, e sul proprio sito web www.codacons.it, e-mail: cod.privacy@tiscalinet.it, uno “Sportello privacy” per rispondere ai quesiti dei consumatori in materia di tutela della riservatezza dei dati personali.

Grazie a questo particolare osservatorio abbiamo potuto verificare un progressivo aumento della consapevolezza dei cittadini dei propri diritti in materia di privacy ed una sempre maggiore richiesta di tutela degli stessi.

Questo risultato è sicuramente dovuto all’opera indefessa svolta dall’Autorità Garante per la protezione di dati personali ed al rilievo che il mondo dell’informazione dà a queste tematiche.

Attraverso lo Sportello questa Associazione riceve richieste di chiarimenti sulle problematiche più disparate. Le questioni più ricorrenti, però, riguardano il settore creditizio, finanziario ed assicurativo, l’attività di direct marketing, la telefonia e l’attivazione di servizi non richiesti, le reti di comunicazione ed internet, l’attività giornalistica, la videosorveglianza.

In questi ultimi mesi, poi, abbiamo registrato il dilagare del fenomeno dello spamming, specialmente a contenuto pornografico, e la conseguente preoccupazione dei cittadini circa il livello di protezione della propria sfera privata su internet.

Viene espressa, in particolare, l’esigenza dell’adozione di mezzi tecnici che impediscono la raccolta dei dati personali senza il consenso dell’utente così come la possibilità di proteggere il proprio computer attraverso software che sia alla portata di tutti.

Riteniamo che all’accresciuta sensibilizzazione dei cittadini relativamente al diritto fondamentale della privacy non corrisponda un’adeguata conoscenza dei mezzi che la normativa in vigore prevede per la tutela degli stessi.

I consumatori manifestano i propri timori circa l’utilizzo illegittimo dei propri dati e lamentano che spesso si trovano costretti a fornire il consenso al trattamento degli stessi senza aver ricevuto un’adeguata informativa.

Ciò ci induce ad affermare la nostra soddisfazione per l’adozione del principio dell’opt-in, in quanto pensiamo che il consenso preventivo al trattamento dei dati personali offra al cittadino uno strumento in più per controllare il flusso dei dati che lo riguardano.

Alla luce delle segnalazioni che riceviamo attraverso il nostro Sportello, crediamo, inoltre, che sia necessario incrementare il lavoro di divulgazione e di chiarificazione della normativa che tutela i dati personali, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo delle nuove tecnologie e le problematiche relative al rapporto tra l’esigenza di sicurezza, avvertita da tutti, ed il rispetto della privacy dell’individuo.

La riforma della legge n. 675/1996, effettuata attraverso il decreto legislativo n. 467/2001, l’attesa per l’adozione dei codici deontologici in settori come internet, la videosorveglianza, il direct marketing, il rapporto di lavoro, l’informazione commerciale, le cosiddette centrali rischi, e del testo unico sulla privacy, ci portano ad affermare che il dibattito sullo stato di attuazione in Italia della direttiva 95/46/CE è sicuramente aperto.

L’impegno del Garante nello svolgimento dei propri compiti istituzionali ci spinge quindi a spronare l’Autorità affinché aumenti la propria attività nel diffondere in tutti i settori della società la cultura del rispetto della dignità della persona.

Con osservanza.

CODACONS

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