23 Dicembre 2000

Lettera ai Senatori : Gli emendamenti del CODACONS presentati al Senato perchè si modifichi la legge quadro sull’elettrosmog

    Il disegno di legge quadro sulla protezione delle persone dalle esposizioni a campi elettromagnetici n. 4816, rimesso al Senato dopo l’approvazione della Camera dei Deputati, costituisce certamente una occasione importante di confronto sul tema della tutela dal rischio derivante dagli insediamenti industriali e dai dispositivi elettronici di uso personale che generano radiazioni non ionizzanti.
    Tale occasione non deve diventare però un momento di arretramento rispetto alla normativa quadro vigente. La Legge 23 dicembre 1978 n. 833. legge di riforma sanitaria, all’art. 4 comma due, prevede che su tale materia si legiferi su proposta del Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero della Sanità, per la normativa inerente la popolazione, e su proposta del Ministero della Sanità di concerto con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero del Lavoro, per la normativa concernente i lavoratori. Il d.d.l. quadro n. 4816, nel testo votato dalla Camera, al contrario, costituisce un arretramento perché disconosce la competenza esclusiva dei Ministeri incaricati di tutelare l’ambiente e la salute della popolazione e dei lavoratori, introducendo l’intesa con quasi tutti i Ministeri esistenti, violando così il principio di specializzazione della Pubblica Amministrazione sancito dall’art. 97 comma 2 della Costituzione. Inoltre con l’istituzione di un Comitato Interministeriale, con compiti vari tra cui quello di predisporre la regolamentazione recante i limiti di esposizione, con il compito di gestire i miliardi assegnati al finanziamento della ricerca, all’espletamento di accordi procedimentali, alla predisposizione di un catasto nazionale, si intende sostituire i tecnici dei Ministeri e degli Istituti di ricerca con i politici, in una materia che ha bisogno di essere trattata da esperti.
    Pertanto, Le chiediamo, on. Senatore, di ristabilire la competenza primaria, in materia, dell’Amministrazione della Sanità, cassando la modifica introdotta dalla legge n. 349/86 poiché la materia della esposizione delle persone ai campi elettromagnetici è ritenuta in tutta Europa di rilevanza sanitaria. Si rende indispensabile la modifica all’interno del d.d.l. quadro, dell’art. 15, che dispone che i controlli in materia di esposizione delle persone ai campi elettromagnetici vengano effettuati dalle ARPA e dall’ANPA ( Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) invece che dagli organi del Servizio Sanitario Nazionale, altrimenti il quadro della normativa italiana sui campi elettromagnetici subirà un arretramento nella tutela dalle esposizioni della popolazione (con la sostituzione dell’Autorità Sanitaria con l’Autorità per l’Ambiente), con un ingessamento politico della ricerca e dell’informazione in materia e con aggravio dell’Erario.
    In conseguenza di tali osservazioni si propongono i seguenti emendamenti:

    LEGGE QUADRO N. 4816

  • Art. 4 comma 4 : da eliminare nella parte in cui si autorizza la erogazione di spesa per l’istituzione di in catasto nazionale pari a £ 2.000 milioni annue; da eliminare nella parte in cui si autorizza l’erogazione di spesa per la realizzazione di accordi di programma pari a £ 5.000 milioni annue.
     
  • Art. 6 comma 1 e 2 da eliminare nella parte in cui istituisce il Comitato interministeriale che oltre ad avere grosse difficoltà di organizzazione visto il numero elevato di partecipanti dei più disparati ministeri e privi di competenze in materia, dovrebbe gestire gran parte della spesa erogata per la promozione della ricerca scientifica e la realizzazione di accordi di programma;
     
  • Art. 6 comma 7 da eliminare nella parte in cui autorizza la spesa di £ 1.000 annue per il funzionamento del Comitato.
     
  • Art. 10 comma 1 da modificare nella parte in cui prevede che "la regione adotta i piani di risanamento su proposta degli enti gestori ….entro tre anni per gli impianti radioelettrici" laddove il riferimento alla "proposta degli enti gestori" va sicuramente eliminato dal dettato normativo dovendo ritenersi "sine condicio" il provvedimento della regione esperendo le modalità previste dalla L. 241/90 sulla partecipazione al procedimento per tutti gli interessati al procedimento. Inoltre si propone la riduzione del termine da tre anni a 18 mesi.
     
  • Art. 10 comma 2 e comma 3 da modificare nella parte in cui prevedono che siano gli enti gestori degli elettrodotti unilateralmente a presentare proposte di risanamento e nella parte in cui proroga i termini per il risanamento fino al 2008 con la proposta di ristabilire il termine del 2004 e la possibilità che anche gli enti locali interessati presentino proposte di risanamento.
     
  • Art. 11 da eliminare nella parte in cui si eroga la spesa di £. 2.000 annue a favore del Ministero dell’Ambiente per promuovere lo svolgimento di campagne informative e di educazione ambientale.
     
  • Art 15 comma 1 e 2 da modificare nella parte in cui affida alle ARPA (Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente) i compiti di controllo e di vigilanza per l’attuazione della presente legge che riguarda l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici e da sostituire con l’assegnazione dei compiti di controllo e di vigilanza al Ministero della Sanità che deve esercitare attraverso le sue strutture.
     
  • Art. 16 comma 1 nella parte in cui non prevede l’applicazione della più grave sanzione del ritiro della autorizzazione, concessione o licenza per l’installazione e l’esercizio degli impianti nel caso di reiterata violazione delle prescrizioni della presente legge.

    Avv. Cristina Tabano
    Responsabile Ambiente CODACONS

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