12 Ottobre 2007

L`essere sardo è un`attenuante. Per la giustizia tedesca

CAGLIARI – L`essere sardo è un`attenuante. Per la giustizia tedesca. Al “mercato“ della pena, vale due anni in meno da scontare. Lo ha scritto il barone V.Hammerstein, presidente del tribunale di Buckeburg, Bassa Sassonia, nella sentenza di condanna dell`emigrato cagliaritano Maurizio Pusceddu, 29 anni. Pusceddu è un gelataio accusato di aver violentato, seviziato e brutalizzato la fidanzata lituana spinto dalla gelosia. Avrebbe dovuto essere condannato ad almeno dieci anni di reclusione, ma tra le attenuanti che gli hanno ridotto a sei la pena che dovrà scontare ci sono anche le origini, la Sardegna appunto, e la “cultura della madre patria“ per come “dalle sue parti è inteso il rapporto tra uomo e donna“. Nel comminare la pena, ha scritto il giudice nel 2005, va tenuto conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell`imputato. È un sardo. E nella sua Sardegna esiste un quadro violento del rapporto tra uomo e donna. Una supposizione non argomentata, ma che comunque vale quel “meno due anni“ da scontare. Immediate le reazioni a partire dall`avvocato difensore dell`imputato, Anna Maria Busia, cagliaritana: “Sia chiaro – dice – quest`attenuante non è stata da me sollecitata. È un`iniziativa autonoma dei giudici e che mi offende come donna e come sarda“. A contestare la sentenza tedesca si sono messi tutti. Il sottosegretario alla Giustizia Luigi Manconi ha detto: “È il frutto di un razzismo contemporaneo“. Il presidente della Regione, Renato Soru ha commentato laconico: “Gli imbecilli purtroppo esistono“. Gli scrittori sardi Marcello Fois e Salvatore Niffoi hanno rilanciato: “Sentenza stomachevole“, il primo, “rigurgito delle teorie lombrosiane“, il vincitore del premio Campiello. Via via le altre reazioni. A cominciare dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Giacomo Spissu: “Noi sardi siamo le vittime di una ingiuria aggravata“, dalla parlamentare di Rifondazione comunista Elettra Deiana, origini sarde e femminista storica: “Una condanna assurda per tutto il popolo sardo, che non è incivile e neanche primitivo“. Sul fronte opposto, la Casa delle libertà, c`è stata la sollevazione di Forza Italia con Micaela Biancofiore, “Com`è possibile addossare le colpe alla tipicità della cultura italiana?“, e di Alleanza Nazionale con il deputato Bruno Murgia, nato a Nuoro: “Il percorso di questi anni per la costruzione di un`Europa unita è stato spazzato via da una sentenza sconcertante“. Se il mondo politico ha fatto quadrato, con anche l`intervento del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, sassarese, “Oggi sappiamo che non esiste più un giudice a Berlino“, il Codacons ha detto che presenterà una denuncia contro il giudice di Buckeburg: “Chiederemo al tribunale tedesco di procedere per ingiuria aggravata commessa dal magistrato barone nei confronti del popolo sardo“. In conclusione Gigi Riva, team manager della Nazionale e sardo adottivo, rifiutò la Juventus per restare nel Cagliari scudettato: “Queste notizie sono dolorose e mi riportano a brutti ricordi del passato, quando si diceva ti mando in Sardegna, come se fosse una punizione. C`è chi è rimasto ancorato ad assurdi luoghi comuni e che non sa: la violenza i sardi l`hanno sempre subita“.

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